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Ucraina, Arbuzov: "I 600 milioni di Bruxelles non bastano"

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Ucraina, Arbuzov: "I 600 milioni di Bruxelles non bastano"

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Thé, caffé e biscotti per le forze dell’ordine ucraine. Con questo gesto di riconciliazione un gruppo di manifestanti europeisti, da giorni in piazza, ha voluto sottolineare la natura pacifica della protesta.

Un ramoscello d’ulivo dopo le violenze, mentre il palazzo del governo resta circondato da chi accusa le autorità di Kiev di avere svenduto il Paese alla Russia, rinunciando all’accordo di associazione con Bruxelles.

Il premier Azarov, nel discorso pronunciato in Parlamento ha “chiesto scusa” per le cariche della Polizia con gas lacrimogeni e sfollagente, che hanno provocato decine di feriti, e ha aggiunto che “il presidente e il governo le biasimano profondamente”.
Viktor Ianukovich si trova in queste ore in visita ufficiale in Cina, il nostro corrispondente da Kiev ha incontrato il vice premier Serhiy Arbuzov.

Sergio Cantone, euronews: “C‘è stata la chiara intenzione da parte della Polizia antisommossa, i Berkut, di sgombrare la piazza, per farlo hanno usato la forza. Hanno eseguito un ordine, chi lo ha dato?”.

Serhiy Arbuzov, vice premier: “Dubito sia stato dato un ordine preciso ai Berkut. La situazione stava evolvendo velocemente, la decisione è stata presa sulla base di quanto accadeva in piazza. È improbabile, che al momento, visto il numero di manifestanti, qualcuno abbia voluto agire deliberatamente per provocare quanto avvenuto. Certo non lo approviamo, c‘è un’inchiesta in corso e ho più volte affermato che condanniamo gli atti di violenza”.

euronews: “Potrebbe dire quanti soldi vi aspettate che Bruxelles metta sul tavolo dei negoziati?”

Arbuzov: “È difficile dare una somma precisa, ma non sono certo i 600 milioni che ha già proposto. La situazione nel frattempo è peggiorata. Il mercato dei nostri prodotti ha subito profondi cambiamenti, anche per quanto riguarda i nostri clienti storici, il giro d’affari con la Russia è diminuito del 25%”.