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Il futuro del volo sotto il segno dei droni

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Il futuro del volo sotto il segno dei droni

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I droni sono stati molto utili nei soccorsi prestati alla città di Tacloban, Filippine, rasa al suolo dal tifone. Sono serviti a guidare le squadre di soccorso fra le macerie. La Danoffice IT ha messo in campo due droni, detti anche velivoli teleguidati, per individuare le strade bloccate e i cadaveri. I droni sono stati estratti dai loro contenitori di plastica simili alle scatole dei giochi per bambini. La praticità degli apparecchi e la facilità d’impiego li rendono strumenti molto preziosi.

LIAM DAWSON, ESPERTO DI DRONI: “Il recupero dei corpi dipende da come si presenta la zona, quando i cani rintracciano i cadaveri spesso non si tratta di aree accessibili; quindi questo sistema aereo per individuarli è il migliore e il piu’ veloce per procedere poi al recupero delle vittime”.

Ogni drone ha un raggio d’azione di 2 km e puo’ operare da una altezza che va dai 40 centimetri ai 150 metri dal suolo. Puo’ volare per 25 minuti.
Serve anche a guidare gli spostamenti delle popolazioni colpite e le unità di soccorso che possono avere un’idea piu’ chiara della situazione piuttosto che limitarsi a farsi strada fra le macerie.

LIAM DAWSON:
“Quando le organizazzioni li vedono pensano che i droni siano giocattoli. Poi quando ne comprendono la versatilità con la possibilità d’individuare i corpi o si rendono conto dello stato delle strade, afferrano che si tratta di mezzi da poter dispiegare in tutte le catastrofi “.

Tuttavia l’uso dei droni sulla scena dei disastri è controverso. I critici sostengono che la mancaza di una legislazione nei paesi in via disviluppo consenta di infrangere la privacy. Inoltre sono costosi visto che ci vogliono almeno 40 mila euro per poterne disporre.

Si tratta di oggetti volanti che assomigliano agli elicotteri ma nel tentativo di rappresentare una risposta ecologica al bisogno di spostamento aereo differiscono dagli elicotteri convenzionali.
Un protitpo a due posti chiamato Volocopter, della “e-volo”, ha effetuato il suo decollo inaugurale a Karlsruhe, in Germania. Si tratta di una sorta di elicottero che al posto di un motore a combustione per alimentare la sua serie di rotori adopera l’elettricità.

ALEXANDER ZOSEL, INGEGNERE DEL VOLOCOPTER:
« Siamo soddisfatti. Naturalmente ci aspettavamo molti problemi tecnici perchè siamo allo stadio iniziale dello sviluppo. Ci vuole ancora un anno e mezzo per completare l’insieme della struttura ma abbiamo già risultati positivi che non ci aspettavamo”.

Grazie al suo sistema il Volocopter puo’ decollare in verticale come un elicottero. Dispone di un blocco batterie pesante 100 kg e puo’ volare a 100 km/h per un’ora ad un’altezza di 2.000 metri. Per ora dispone di 20 minuti di autonomia.

ALEXANDER ZOSEL:
“In 3 anni vogliamo realizzare una piccola serie di apparecchi e poi in 5 o 6 anni una serie maggiore.Si tratterà di velivoli da diporto anche se l’obiettivo finale riguarderà il trasporto generalizzato. Crediamo che fra 30, 40 o 50 anni tutti potranno volare con apparecchi cosi’”.

L’azienda spera di vendere il suo primo Volocopter a partire dal 2015 al prezzo di circa €250,000. In questo modo la filosofia del trasporto aereo dovrebbe essere rivoluzionata sul pianeta.