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Cala la tensione a Bangkok. Resta l'incognita di come si schiererà l'esercito

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Cala la tensione a Bangkok. Resta l'incognita di come si schiererà l'esercito

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Dopo una simbolica occupazione i manifestanti che assediavano il palazzo del Governo a Bagkok, in Thailandia sono sciamati pacificamente fuori.

Questa mattina erano entrati nel palazzo dopo che la polizia si era ritirata su ordine proprio dell’esecutivo. Un tentativo di placare la tensione dopo le richieste di dimissioni del primo ministro da parte degli oppositori. Yingluck Shinawatra, la premier che i manifestanti vorrebbero defenestrare, ha respinto le richieste e al momento non si trova nella capitale. Resta però l’ordine di arresto nei confronti del leader dell’opposizione Thagsuban con accuse gravissime come attentato all’ordine costituzionale. Chi ancora resta alla finestra è l’esercito che non si è ancora schierato e che potrebbe davvero essere l’ago della bilancia. Anni fa furono proprie le forze armate a sollevare dall’incarico Thaksin Shinawatra, oggi in esilio e fratello dell’attuale premier.

Anche la polizia cerca di placare gli animi: “I miei ordini sono di vegliare sulla sicurezza d chi protesta pacificamente”, afferma un poliziotto.

“Dobbiamo lottare sino alla fine per smantellare il sistema Shinawatra che è in piedi dal 2005”, dice un manifestante.

Il sistema di cui parla sarebbe un sistema di corruzione e malversazione messo in piedi dalla famiglia Shinawatra. Da Thaksin prima e mantenuto da sua sorella poi. La magistratura sta indagando, ma proprio per smantellarlo l’opposizione chiede una commissione d’inchiesta.