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Ucraina. Proteste e cariche polizia. Una nuova "Rivoluzione"?

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Ucraina. Proteste e cariche polizia. Una nuova "Rivoluzione"?

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Il destino dell’Ucraina nelle mani di Kiev. Se gli scontri di piazza e la deriva violenta del fine settimana diventeranno la nuova “Rivoluzione” ucraina in grado di detronare il Presidente Viktor Yanukovich dipenderà in gran parte dalla risposta che il Paese intero darà all’appello lanciato dalla capitale. L’opposizione chiede infatti una mobilitazione generale, ma domanda ai manifestanti di evitare ogni provocazione e accusa il Capo dello Stato di aver fatto volontariamente degenerare le proteste in scontri violenti. Il pugile e leader d’opposizione Vitali Klychko:

“La polizia anti-sommossa provoca la gente. Io ero lì, ho parlato con i ragazzi. Ho chiesto per favore, non provocate, evitiamo un bagno di sangue. Ma è tutto pianificato: ci sono persone che hanno ricevuto istruzioni per innescare le violenze e far intervenire la forze speciali. Il Presidente è responsabile per quel che sta accadendo nel Paese. Il governo non rappresenta le gente e deve dimettersi”.

La repressione delle forze dell’ordine, le tende montate in Piazza dell’Indipendenza, lo stesso Presidente di allora, considerato un fantoccio di Vladimir Putin: i punti di contatto con la Rivoluzione Arancione di dicembre 2004 non mancano.

“Quel che è accaduto a Kiev domenica viene già definito Rivoluzione” dice la nostra corrispondente Maria Korenyuk. “L’opposizione lancia un appello a tutte i cittadini ucraini a venire nella capitale, sulla Piazza Maidan, la Piazza dell’Indipendenza e piantare le tende. A partire da oggi, lunedì, prevedono di bloccare completamente il lavoro del governo”.

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