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Ucraina. Cameraman e fotografi caricati dagli agenti anti-sommossa

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Ucraina. Cameraman e fotografi caricati dagli agenti anti-sommossa

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Pestaggi, sassaiole, cariche, lanci di pietre. Sembrano immagini di repertorio vecchie di 40 anni, ma è Kiev oggi, questa notte. La protesta contro il Presidente Yanukovich infiamma l’Ucraina, la manifestazione degenera in violenti scontri con l’intervento della polizia anti-sommossa. Alla stampa non sono state risparmiate le manganellate.

“Una squadra di polizia anti-sommossa ha caricato” dice Anatoliy Stepanov, fotografo freelance “poi hanno cominciato a picchiare, con i manganelli, con gli scarponi. L’unica cosa che ho potuto fare è stato coprirmi la testa con le mani. Quando se ne sono andati è arrivata la polizia e mi ha trasportato verso il pronto soccorso. E lì c’erano anche degli agenti, feriti anche loro, distesi sul pavimento”.

Oltre 120 agenti feriti, pochi meno i manifestanti finiti al pronto soccorso dopo ore di vera e propria guerriglia urbana. Tra le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche il cameramen della nostra troupe, Roman Kupriyanov. Questo il suo racconto:

“Subito mi hanno buttato a terra” dice. “Visto che ho continuato a filmare, sono arrivati in 3 e hanno iniziato a picchiare, con i manganelli e a calci. Sapevano bene quel che stavano facendo. Qualcuno ha cercato di intervenire ma è stato picchiato ancora più duramente di come abbiano fatto con me. Un ragazzo che ha cercato di aiutarmi gridava chiaramente “è della stampa, lasciatelo stare”. Ma non è servito a niente. Avevo la mia tessera al collo: non credevo che l’avrebbero ignorato in questo modo”.

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