ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ucraina, a rischio congelamento l'Accordo di Associazione

Lettura in corso:

Ucraina, a rischio congelamento l'Accordo di Associazione

Dimensioni di testo Aa Aa

No secco di Kiev, sorriso di Mosca: la partita per l’accordo di Associazione all’Unione europea si è chiusa con un nulla di fatto. Bruxelles ha fallito nel convincere l’Ucraina a fare un passo storico, il più ambizioso che sia mai stato tentato con un Paese non membro, secondo il Presidente del Consiglio europeo.

Yanukovich ha tentato la via del negoziato fino all’ultimo, snocciolando le cifre: l’Ucraina avrebbe rischiato di perdere circa 20 miliardi di euro, nel caso di sanzioni commerciali introdotte dalla Russia, contro i soli 600 milioni di euro di aiuti promessi da Bruxelles.

Il principio non piace a Bruxelles, pagare per la firma di un Accordo di Associazione non rientra nella strategia europea, d’altro canto la porta resta aperta per l’Ucraina, come ribadisce il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy: “Siamo pronti a firmare, se i punti evidenziati dall’Unione europea saranno accolti, e siamo molto vicini ad un accordo. Non dobbiamo perdere questo incontro con la storia, dobbiamo mettere da parte visioni troppo limitate e le pressioni che giungono da fuori”.

Il no di Kiev rischia comunque di congelare i negoziati a tempo indeterminato. D’altro canto lo sviluppo di un partenariato orientale si scontra contro il blocco imposto dalla Russia di Putin, che è già riuscita ad attirare l’Armenia nell’orbita dell’Unione doganale.

Natalia Marshalkovitch, euronews:
“In collegamento da Mosca la politologa Tamara Gouzenkova, direttrice dell’istituto russo di studi strategici, specialista dei paesi dell’ex Unione sovietica. Perché la Russia è contro l’accordo di Associazione tra l’Ucraina e l’Unione europea?”

Tamara Gouzenkova, politologa:
“È importante capire che la Russia non è contro l’Accordo di Associazione tra l’Ucraina e l’Unione europea. Il punto è un altro: poter costruire delle relazioni tra uno Stato che desidera entrare nell’Unione europea, ma che allo stesso tempo ha dei legami di cooperazione abbastanza stretti con un Paese che non ne fa parte.

Certo l’Ucraina si trova in una posizione complessa dal punto di vista economico e finanziario, vorrebbe beneficiare di vantaggi da entrambe le parti. Ma questo è impossibile, perché l’Area europea di libero scambio e la zona dell’Unione doganale sono due realtà totalmente differenti. Ciascuna ha le sue regole, le sue esigenze e i suoi standard. E se l’Ucraina vuole integrarsi deve scegliere una delle due parti. E non è un’esigenza avanzata dall’Unione doganiera, sono gli europei che hanno posto questa condizione per primi. Quindi l’Ucraina deve fermarsi per qualche tempo e riflettere seriamente su come stabilire contemporaneamente relazioni a est e ovest. Pensare a come riuscire a conciliare, l’Ucraina, l’Unione europea e l’Unione doganale”.

euronews :
“Ha appena parlato delle relazioni tripartite, secondo lei sono veramente possibili? l’Ucraina, vista la sua posizione geografica resta il pomo della discordia tra l’est e l’ovest, Mosca e Bruxelles, cosa può accadere?”.

Tamara Gouzenkova:
“Penso che gli europei e i russi debbano fare qualunque cosa per evitare che l’Ucraina diventi il pomo della discordia, che entri senza scossoni in questo processo globale e complesso in cui si trovano in questo momento le relazioni tra est e ovest, tra la Russia e l’Unione europea.
Penso che in questa storia le autorità ucraine si trovino in mezzo, senza essere davvero informate sui vantaggi e gli svantaggi di tale decisione. A mio avviso, gli europei hanno cercato di attirare l’Ucraina nel loro giardino. Ma non hanno riflettuto abbastanza, non hanno valutato il fatto che l’Ucraina è strettamente legata al mercato doganale euroasiatico. O semplicemente non hanno voluto vederlo.

Ora è necessario fare una pausa, con calma, senza tensioni e senza reciproche critiche – come hanno evidenziato i media europei e russi. È necessario discutere di questo problema e trovare un momento per sedersi, negoziare e riflettere insieme su come fare, perché l’Ucraina, che è un Paese molto grande, non finisca in bancarotta, perché possa scegliere la via giusta per un migliore sviluppo geopolitico ed economico”.