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L'educazione parentale

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L'educazione parentale

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L’istruzione a casa è legale in molti Paesi, ma allo stesso tempo suscita diversi interrogativi. E’ davvero utile per i ragazzi vivere e andare a scuola nello stesso ambiente? Che tipo di competenze devono avere i genitori per poter insegnare ai propri figli?.

Italia: quattro figli autodidatti

Erika Di Martino e suo marito hanno deciso di occuparsi dell’istruzione dei quattro figli in casa. “Noi non abbiamo campanelle che suonano, non abbiamo compiti a casa, non abbiamo i compiti delle vacanze”, dice Erika, laureata in lingue ed ex insegnante.

“In Italia per fare educazione parentale bisogna scrivere una lettera, che si manda al proprio circolo didattico o al sindaco del proprio paese, dove si afferma di prendersi la responsabilità di occuparsi dell’educazione dei propri figli”, spiega.

Erika si è ispirata al pedagogo statunitense John Holt, inventore del metodo dell’“unschooling”. Holt riteneva che a scuola la curiosità venisse soffocata e propugnava l’autodidattica.

educazioneparentale.org
www.controscuola.it/english/

Usa: crescere con “genitori elicottero”

Hayley, 17 anni e sua madre C. Lee Reed passano molto tempo assieme, grazie all’educazione parentale. Appena un anno fa Reed ha aperto un blog, “Helicopter Mom and Just Plane Dad”, per spiegare il ruolo dei cosiddetti genitori elicottero. Un termine coniato per indicare quei genitori che aiutano i propri figli a superare tutti gli ostacoli che incontrano.

“Quando hai dei figli, devi essere con loro, far capire che sono la cosa più importante, più del matrimonio. Non mi è mai capitato di poter dire, cresci da solo e speriamo per il meglio”, dice C. Lee.

Secondo i genitori di Hailey, a scuola gli insegnanti non le dedicavano la dovuta attenzione. Per questo ora studia online e la mamma o il papà l’aiutano a fare i compiti.

Una famiglia francese in India tra viaggio e istruzione

Jeromine e la sua famiglia hanno deciso di viaggiare per un anno, dall’India, fino in Australia e in Sudamerica per poi tornare a casa a fine anno. Per stare al passo con la scuola, Indira e Athena, 12 anni, fanno i compiti al mattino, attraverso il centro francese di educazione a distanza. La hall dell’hotel nel forte di Gwalior è diventato la loro aula.

“Il Cned è abbastanza vincolante perché occorre inviare i compiti ogni tre settimane, entro date prestabilite. In viaggio non è sempre facile fare i compiti e avere il tempo di inviarli”, racconta Jeromine.

“L’istruzione consiste nel mostrare l’esempio, comportarsi bene, osservare dei codici, se non li si osserva spiegare perché”, aggiunge suo marito Aladin.