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A Kiev, nella piazza divisa, i nervi sono tesi

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A Kiev, nella piazza divisa, i nervi sono tesi

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Mentre si chiude con un nulla di fatto il vertice europeo di Vilnius monta la tensione fra europeisti e forze dell’ordine a Kiev.

Tafferugli si registrano in centro fra le opposte fazioni mentre alcune migliaia di persone sfilano nel cuore della capitale per protestare contro le decisioni dell’esecutivo e del presidente Yanukovitch.

I manifestanti hanno formato una catena umana per simboleggiare, secondo loro, il legame con l’Unione Europea.

“Vogliamo mostrare cosa vogliamo e quello che pensiamo delle scelte del governo”, dice uno di loro.

Anche i progoverno, provenienti perlopiù dall’Ucraina orientale, sono arrivati in massa. Nessuno si dice antieuropeista. Solo che affermano di voler aspettare le scelte del presidente Yanukovitch. Magari non lo dicono davanti a un microfono, come appare dalla reazione alla nostra corrispondente, ma la spiegazione ufficiale è questa.

“Non firmiamo l’accordo con l’unione europea, ma ne condividiamo comunque alcuni punti”, dice un sostenitore della linea di Yanukovitch.

“Anche se il summit si è chiuso i manifestanti di ambo le parti non sembrano desiderosi di smobilitare”, afferma la nostra corrispondente. “Ritengono che le manifestazioni dovrebbero continuare. E gli europeisti chiedono seccamente che il governo e il presidente rassegnino le dimissioni”.