ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Germania, disoccupati in aumento. Timori sul salario minimo

Lettura in corso:

Germania, disoccupati in aumento. Timori sul salario minimo

Dimensioni di testo Aa Aa

Appena nata, la “grande coalizione” tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e la Spd si trova già tra le mani una patata bollente.

Neppure in Germania le aziende sono immuni dalla crisi e i tagli al personale annunciati da grandi gruppi come Bauer, RWE e EADS cominciano a pesare sulle statistiche.

Dopo il momento d’oro di inizio 2012, il numero dei disoccupati ha continuato a risalire la china e, a novembre, è cresciuto per il quarto mese consecutivo assestandosi a pochi passi dalla soglia dei 3 milioni.

E il quadro, in vista dell’introduzione del salario minimo da 8,50 euro all’ora, rischia di peggiorare ancora. “Aggiustato per effetti stagionali, abbiamo un leggero aumento di 10mila persone”, spiega Frank-Jürgen Weise, capo dell’Agenzia federale del lavoro.

“La ragione principale è che un minor numero di persone hanno preso parte a programmi di apprendistato, specialmente coloro che dipendono dai sussidi. È abbastanza chiaro che c‘è il rischio che le persone che non raggiungono un livello adeguato di produttività – come formazione ed esperienza professionale – per guadagnare 8,50 euro all’ora incontrino delle difficoltà”.

Per continuare il “miracolo” del mercato del lavoro tedesco, dicono gli analisti, servono anche misure per la creazione di impiego oltre ai salari minimi.

Non si può certo parlare di emergenza, però: a novembre il numero di occupati in Germania ha superato i 42 milioni. Un numero che lascia il tasso di disoccupazione inchiodato al 6,9%, vicino ai minimi storici dalla riunificazione.