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Fuori dal Parlamento Berlusconi insiste: "dobbiamo restare in campo"

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Fuori dal Parlamento Berlusconi insiste: "dobbiamo restare in campo"

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Nato sotto l’astro della metafora calcistica, Berlusconi è estromesso dal Senato ma resta fedele a sè stesso: noi resteremo in campo. Ha così arringato la folla dei fedeli il Cavaliere dopo la decadenza da senatore. E alle sue parole ha fatto eco la figlia Barbara che ha parlato di “estromissione violenta e incostituzionale” dal Parlamento.

“Dobbiamo restare in campo, non dobbiamo disperare se il leader del centro destra non è più senatore. Ci sono leader di altri partiti che non sono in Parlamento” ha detto il Cavaliere.

A 20 anni di distanza dalla discesa in campo, Berlusconi è riuscito a trascinare in Aula una folla di circa 500 giornalisti. Per il Senatore Cinque Stelle Maurizio Buccarella un giorno atteso troppo a lungo:

“In Senato anche quelli che come noi hanno spinto per la decadenza di Berlusconi, tutti abbiamo capito che è stato un giorno triste, per l’uomo, anche se ha raccolto i frutti di quel che ha seminato. Ma anche per l’Italia, perchè è un momento che sarebbe dovuto arrivare forse già tanti anni fa”.

Il frutto più lampante di 20 anni di berlusconismo era sotto gli occhi di tutti ieri, per strada, fuori da Palazzo Madama: un Paese diviso.

“Lo hanno perseguitato Berlusconi, è stata una vendetta, non è giusto. È stato in politica 20 anni e ha anche governato bene” si infuria un pensionato.

“Prima di tutto finalmente l’Italia è libera, ma è troppo tardi, è una vergogna” dice un altro residente della capitale.

La prossima conseguenza in calendario per la condanna definitiva nel processo Mediaset arriverà tra pochi mesi con l’interdizione per due anni dai pubblici uffici: la conferma della Cassazione è scontata. A quel punto dovremo trovare un’alternativa al titolo di “Cavaliere del Lavoro” che decadrà assieme alla condanna.