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Carceri europee: in Norvegia il modello più umano

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Carceri europee: in Norvegia il modello più umano

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A qualche settimana di distanza dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’uomo, che conferma la condanna nei confronti dell’Italia per trattamenti disumani e degradanti negli istituzi penitenziari, l’Europa ritorna a confrontarsi sul tema delle carceri. Martedì 26 novembre si è tenuto a Bruxelles l’incontro annuale di Europris – l’associazione europea di supporto per le amministrazioni penitenziarie d’Europa, per parlare del dramma sovraffollamento e le possibili alternative.

Secondo il Consiglio d’Europa l’Italia è terza nella classifica delle carceri piu’ affolate, preceduta soltanto da Serbia e Grecia. Negli istituti di pena italiani si troverebbero attualmente recluse 64.758 persone, a fronte di una capacità di 47.615 posti.
Difficile la riabilitazione dei detenuti in queste condizioni. Secondo uno studio del Ministero della Giustizia britannico del 2010, la percentuale dei recidivi nelle carceri europee si aggira tra il 70-75%.

Un modello nuovo va diffondendosi nei paesi scandinavi: il detenuto viene messo nella condizione di gestire responsabilmente la propria routine all’interno delle mura, al fine di sostenere il suo reinserimento nella vita civile al termine della pena.

Per Marianne Vollan, direttrice del servizio correzionale norvegese, la “normalizzazione” delle carceri mira a ridurre al minimo l’impatto negativo della prigione: “I detenuti- spiega- devono essere responsabili di se’ stessi cosi’ come lo sarebbero al di fuori. L’idea è di non di trattarli come bambini, perchè altrimenti si aspetteranno che dall’autorità provenga tutto, sia le privazioni che le concessioni e vivranno passivamente la loro permanenza in carcere”.

La Scandinavia punta anche su un’architettura di rottura: mura di cinta camuffate da opere di street art, biblioteche ben fornite, ampie sale comuni e celle prive di sbarre. C’è addirittura chi ha definito le celle delle prigioni norvegesi camere di lusso dotate di tutti i confort (un letto, una scrivania, un bagno con doccia e un televisore), troppo “umane” per essere destinate ad un assassino.

Tuttavia bisogna sottolineare che la Norvegia ha solo 74.8 detenuti ogni centomila abitanti contro i quasi 120 registrati in Italia.

Il modello norvegese potrebbe essere applicato in Italia, dove le celle ospitano fino a 8 persone? “Di sicuro le cose sono rese più difficili dalle condizioni materiali delle strutture” spiega Vollen “ Ma non per questo bisogna rinunciare a trattare le i detenuti come delle persone normali”.

Il governo Letta si è impegnato a risolvere l’emergenza carceri entro maggio, quando la Corte di Strasburgo dovrà nuovamente pronunciarsi. L’Italia rischia pesanti sanzioni.