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Nucleare iraniano, sgravio sulle sanzioni da 5 mld di euro

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Nucleare iraniano, sgravio sulle sanzioni da 5 mld di euro

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In tanti, a Teheran, tirano un sospiro di sollievo. L’alleggerimento delle sanzioni in seguito dall’accordo sul nucleare siglato a Ginevra permetterà all’Iran di recuperare fino a 5 miliardi di euro.

Oltre 3 miliardi di euro di beni legati all’estrazione petrolifera saranno scongelati e il Paese non subirà un’ulteriore stretta delle esportazioni di greggio, da cui ricava metà delle sue entrate.

“Alcune delle sanzioni saranno attenuate, e certe risorse finanziarie torneranno utilizzabili a livello interno”, spiega Mohammad Baqer Nowbakht, portavoce del governo iraniano.

“Il risultato avrà un impatto certamente positivo sull’economia iraniana. Detto questo, non significa che convertiremo tutte le risorse finanziarie in valuta locale, ma dovremo essere attenti a come utilizzarle e a cercare di ottimizzare la loro resa”, ha concluso.

Dal 2010 le sanzioni occidentali sono costate al Paese 89 miliardi di euro di entrate. Ad ottobre la stretta sul greggio ha toccato l’apice, con un tonfo del 45% a 750mila barili al giorno, mentre quest’anno il Pil si contrarrà dell’1,5%. Vera vittima è comunque la popolazione, che ha visto i prezzi al consumo schizzare a livelli record.

L’accordo raggiunto sospende, inoltre, numerose restrizioni sull’oro. Una boccata di ossigeno per Teheran, che aveva approfittato del ritardo nell’applicazione delle sanzioni sul metallo prezioso per farne incetta in reazione alla svalutazione della valuta locale.

“La gente è più incentivata a comprare oro”, racconta Nahid Habibi, una donna che abita a Teheran. “C‘è maggiore fiducia per chi acquista. Personalmente, percepisco minori probabilità di perdite se compro qualcosa. Credo che senza dubbio i negoziati sul nucleare tra Iran e Stati Uniti abbiano influenzato positivamente il mercato dell’oro”.

Ma è nel mercato dell’oro nero che si vedono i risvolti internazionali dell’accordo sul nucleare. La repubblica islamica era il terzo esportatore mondiale prima delle sanzioni, le quali hanno fatto schizzare i prezzi del greggio.

Alla riapertura delle Borse, questo lunedì, il costo al barile è sceso. Per gli investitori l’intesa raggiunta a Ginevra allontana la prospettiva di una crisi che, in caso di intervento militare, avrebbe incendiato tutta la regione del Golfo.