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Manifestazione pro-europea a Kiev

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Manifestazione pro-europea a Kiev

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La decisione di congelare il negoziato con Bruxelles non passa sotto silenzio a Kiev, dove un migliaio di persone ha partecipato a una manifestazione a favore di un avvicinemento all’Europa, nel giorno del nono anniversario della cosiddetta Rivoluzione arancione.

Una protesta che si è autodefinita apolitica, anche se molti leader dell’opposizione vi hanno partecipato: “Vogliamo lo stesso livello di vita degli europei, lo stesso rispetto dei diritti umani, il rispetto per i cittadini – dice una manifestante – Questo è un momento storico, perché l’Ucraina sta scegliendo il proprio futuro. E se non prenderà la strada dell’Europa, dovrà rivolgersi alla Russia, sfortunantamente non esiste una terza via”.

L’Alta rappresentante per la politica estera e di difesa europea Catherine Ashton ha parlato di delusione non solo per Bruxelles, ma anche per il popolo ucraino.

Mentre da Washington è giunto il commento del veterano della diplomazia europea, lo svedese Carl Bildt: “Per me è ​​evidente che c‘è stata una forte pressione della Russia – spiega Bildt – lo dicono gli stessi ucraini, una pressione russa molto forte, con la minaccia di massicce ritorsioni economiche. L’offerta rimane sul tavolo, teniamo la porta aperta, ma l’Ucraina deve decidersi, naturalmente tutti gli aspetti devono essere valutati con attenzione, visto il modo in cui, a volte, la Russia si comporta con i paesi vicini”.