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Kiev dice no all'UE per motivi economici. Protesta l'opposizione

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Kiev dice no all'UE per motivi economici. Protesta l'opposizione

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Il governo ucraino difende la sua scelta ma l’opposizione non ci sta. Tra fischi e appalusi, il primo ministro Mikola Azarov, intevendo in Parlamento, ha fatto sapere che se l’accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Unione Europea è saltato è solo per motivi economici e non strategici, precisando che l’integrazione europea rimane un obiettivo del governo di Kiev.

“Alla base di questa decisione, sottolinea il premier Azarov, ci sono esclusivamente ragioni economiche. Si tratta di una decisione tattica, che non cambierà in alcun modo il nostro obiettivo strategico; una decisione che alla fine compenserà il fatto di non aver aderito al mercato dell’Unione doganale.”

Se per l’esecutivo il rilancio delle relazioni con la Russia resta una priorità, Iulia Timoshenko, l’ex ‘pasionaria’ della Rivoluzione arancione, trasferita dal carcere in ospedale, ha esortato tutti i suoi connazionali a continuare a manifestare contro la decisione del governo. Una decisione che potrebbe avere conseguenze pesanti per il Paese.

Mykhailo Chechetov, consigliere del Presidente del Partito delle regioni Russia non ha ancora iniziato a difendere i propri interessi. Sta facendo una specie di doppio gioco con noi. Quando Mosca inizierà seriamente a difendere i propri interessi economici allora la nostra industria si trasformerà in un cimitero.”

Arseniy Yatseniuk, il leader dell’Opposizione Unita Batkivshchyna:“questo parlamento ha tradito l’Ucraina. Ma la mente di tutto questo è il presidente Yanukovich. Secondo la Costituzione, lui ha la facoltà di bloccare qualsiasi decisione e quindi anche di firmare il trattato di Vilnius.”

Per l’Ucraina si prevedono giorni di proteste di piazza. La decisione del governo di ritardare la firma dell’accordo di associazione ha fatto infuriare il popolo. La preoccupazione maggiore è che le relazioni con Bruxelles possano peggiorare e frenare le riforme necessarie per entrare nell’Unione Europea.