ULTIM'ORA

Lettura in corso:

L'Ucraina verso Mosca o Bruxelles?


Redazione di Bruxelles

L'Ucraina verso Mosca o Bruxelles?

A una settimana dal vertice di Vilnius non è ancora certo se l’Ucraina deciderà firmare l’accordo sul partenariato orientale o se invece preferisce entrare all’unione doganale guidata dalla Russia.

Secondo alcuni opinionisti di Bruxelles tra est e ovest è in atto una vera e propria competizione su chi riuscirà ad attrarre dalla propria parte l’Ucraina. L’avvicinamento all’Europa di Kiev, da tutti dato per scontato,è in realtà messo a rischio dalla questione Timoshenko.

Per Peter Sondergaard, European Endowment for democracy:“Per alcuni aspetti questa situazione ricorda molto una partita di calcio giunta ai tempi supplementari. Non è chiaro se si tratti di una partita tra Unione europea e Russia o tra Ucraina e Unione europea. Forse si arriverà comunque a una soluzione che permetterà di avvicinare i paesi del partenariato orientale all’Europa”.

Mosca del resto sta conducendo un’ intelligente operazione diplomatico-commerciale nei confronti di Kiev basata sull’offerta di: relazioni privilegiate con le ex repubbliche sovietiche e forniture di gas a prezzi molto competitivi. Secondo Christian Forstner, Direttore Hanns Seidel Foundation: “L’Europa propone un accordo di scambio privilegiato sul lungo termine, ma l’Ucraina ha bisogno di aiuto ora. L’accordo con l’Unione europea e l’integrazione con l’unione doganale guidata dalla Russia sono due decisioni che si escludono a vicenda.
Per questo credo che l’Ucraina non firmerà l’accordo”.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha recentemente affermato che il collasso dell’Unione sovietica è stata la più grande catastrofe del XX secolo. Durante la rivoluzione arancione, inoltre, Mosca ha scoraggiato Kiev dall’intraprendere un percorso di riforme democratiche.
Per Roland Freudenstein Centre for European Studies: “La Russia ha messo in atto una strategia errata- Mosca dovrebbe essere interessata a paesi dove regnano la legalità, la buona governance e sicuramente la democrazia e la libertà. Mentre chi è al potere oggi in Russia sembra considerare questi paesi una minaccia”.

Con l’avvicinarsi del summit di Vilnius le relazioni tra Mosca e Bruxelles, inoltre, sembrano essere peggiorate.
Con appena due incontri bilaterali in un anno, le due parti hanno annunciato il posticipo a data da destinarsi del consueto vertice di fine anno.

Per capire meglio che tipo di relazione intercorre oggi tra Mosca, Bruxelles e Kiev il nostro corrispondente da Strasburgo Rudolph Herbert ha intervistato Wener Schulz, eurodeputato tedesco dei verdi.

Rudolf Herbert
Non sarebbe stato più facile o anche più appropriato appoggiare l’Ucraina durante il suo processo verso la democratizzazione piuttosto che aspettarsi il suo adattamento agli standard europei?.

Werner Schulz
Non vedo contraddizioni in questo. Gli standard europei corrispondono alla democrazia e allo stato di diritto.
Ma tutte le riforme necessarie, sia nel settore economico che in quello fiscale così come il sistema legale in generale non si ottengono da soli. L’attuale sistema ucraino deriva dall’Unione sovietica e non si può far finta che non sia così. Alcune delle leggi ancora in vigore sono state approvate mentre Stalin era al potere. Senza la pressione e l’indirizzo europeo questi aspetti non scompariranno.

Rudolf Herbert
Ma la Russia sta esercitando una certa pressione sia economica che politica sull’Ucraina. Kiev, cosi come le altre capitali interessate dall’accordo di partenariato orientale, ormai fuori dall’instabilità economica, sono divise tra gli interessi di Mosca e Bruxelles. Non rischiamo di mettere questi paesi in pericolo?

Werner Schulz
Questa è la differenza tra l’Europa e la Russia. Mentre l’Unione europea crea incentivi, la Russia mette pressione, minaccia, e boicotta l’Ucraina. Non vogliamo che l’Ucraina
volti completamente le spalle alla Russia, cosa che invece Putin vuole. Ha già detto la firma dell’accordo con Bruxelles per Kiev è un suicidio politico. Putin ha in mente misure protezionistiche e una guerra commerciale contro l’Ucraina, la Russia ha già tagliato due volte le forniture di gas al paese.
Tutte misure per incentivare la creazione di una nuova Unione sovietica, più leggera.

Non vogliamo impedire all’Ucraina di avere buone relazioni con la Russia, ma è come se Kiev fosse un’altalena: un momento è qui, e quello dopo è da un’altra parte. Questo può generare molta confusione nel lungo periodo e l’Ucraina ne subirà le conseguenze. Non capire da che parte stare può essere un problema anche per la sicurezza interna.

Kiev deve poter decidere da sola e credo che alla fine lo farà. Credo che alla fine sceglierà l’Unione europea e Bruxelles non darà vita a nessuna nuova era glaciale con la Russia.

Rudolf Herbert:
Come sono le relazioni tra Mosca e Bruxelles? Questa situazione rischia di metterle in pericolo?

Werner Schulz:
Al momento abbiamo relazioni molto intense. Però non vogliamo nemmeno sottrarci a questo confronto. Non ppssiamo permetterci di ritrovarci un giorno con le spalle al muro per colpa della Russia. Mosca ha sempre chiesto trattamenti speciali. Non ha voluto far parte del partenariato orientale. Da anni proviamo a firmare un accordo di cooperazione con la Russia, ma le cose non sono andate avanti. Mosca non ha fatto progressi in termini di diritti civili e anzi per quanto riguarda lo stato di diritto ha fatto passi indietro.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

Prossimo Articolo

Redazione di Bruxelles

Strasburgo, sì al nuovo bilancio Ue 2014-2020