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Il pericolo nell'aria: le previsioni su ciò che respiriamo

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Il pericolo nell'aria: le previsioni su ciò che respiriamo

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Aria aperta. Profondi respiri a pieni polmoni. Ci danno l’ossigeno indispensabile alle nostre funzioni vitali. Ma ogni boccata può anche farci ingerire minuscole quantità di veleni.

Non è necessario trovarsi nei pressi di una ciminiera o di un’autostrada per respirare aria non perfettamente pulita. I venti che spostano le nuvole fanno lo stesso con le particelle nocive. Ma è possibile prevedere l’inquinamento atmosferico?

A Reading, in Gran Bretagna, al Centro meteorologico europeo, non si prevede solo il tempo, ma anche i movimenti dell’inquinamento atmosferico in Europa e nel mondo intero. Il tutto nel quadro dell’Macc II (, progetto per il monitoraggio della composizione dell’atmosfera e il clima.

“Ogni giorno riceviamo milioni di rilevazioni qui, e rilevazioni da satelliti nell’atmosfera, a 800 chilometri dalla Terra. Riceviamo rilevazioni anche dalla superficie, misurazioni dalle centraline sparse in tutto il mondo, da navi, aeroplani” spiega Richard Engelen, project manager di Macc II (Monitoring atmospheric composition & climate).

Gli agenti inquinanti più comuni sono costantemente monitorati: monossido di carbonio, ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo, le polveri sottili.

Tra gli scienziati che lavorano al progetto c‘è anche l’italiana Angela Benedetti. “Tra i vari agenti inquinanti che analizziamo – racconta – ci sono per esempio le polveri del deserto. Possiamo vedere una bella immagine di una nube di polvere proveniente dal deserto, che si dirige verso l’Europa meridionale e incide sulla qualità dell’aria di quest’area. Come possiamo ottenere una previsione di questi dati? Vengono elaborati su un super-computer, che utilizza sofisticati algoritmi che imitano le leggi della fisica. Il meteo di ieri è confrontato con le osservazioni di oggi per produrre le previsioni per domani”.

Il supercomputer ospita tutti i dati che vengono raccolti. Per dare un’idea di quanti siano, se venissero stampati tutti, si potrebbe mettere in fila abbastanza carta da raggiungere la luna dieci volte. Chi ne fa uso?

“Pensiamo – chiarisce ancora Engelen – ai cittadini sensibili agli alti livelli di inquinamento, come persone con asma, che hanno bisogno di conoscere le condizioni dell’aria dei giorni successivi. Ci sono enti locali, città, regioni, che prendono misure sul traffico sulla base della qualità dell’aria, che possono utilizzare le nostre previsioni per anticipare la situazione. Ci sono regioni o Paesi che vogliono essere consapevoli del movimento transfrontaliero di sostanze inquinanti, in modo che possano adeguare le loro misure basandosi su tali informazioni”.

Ci spostiamo in Germania, nel Nord Reno Westfalia. L’agenzia di Stato per la natura e l’ambiente utilizza i dati dell’Macc II, integrandoli con altri prodotti localmente.

Duisburg, nel cuore della Ruhr, produce un terzo dell’elettricità tedesca, col carbone. Inoltre è la seconda area al mondo per la produzione di acciaio. Verificare la qualità dell’aria è fondamentale.

In questa zona a forte vocazione industriale, questa centralina di monitoraggio misura le polveri nell’aria e il biossido di azoto, fornendo un quadro essenziale della qualità dell’aria. Le persone possono conoscere, dunque, la situazione di oggi e cosa attendersi per domani.

La tecnologia migliora l’informazione. Si spera che possa, in futuro, migliorare anche l’aria che respireranno i nostri figli.

Maggiori informazioni:

www.youris.com