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Francia: fotografo ferito a Liberation uscito dal coma, attentatore ancora in fuga

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Francia: fotografo ferito a Liberation uscito dal coma, attentatore ancora in fuga

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A Parigi continua la caccia all’uomo che lunedì pomeriggio ha seminato il panico nella capitale francese e ferito un fotografo di Liberation. Il giovane, 23 anni, ricoverato in prognosi riservata è uscito dal coma farmacologico .

La procura francese ha smentito la notizia dell’arresto dell’attentatore data da un quotidiano. Si tratterebbe di un errore di persona. Gli inquirenti hanno indentificato il suo Dna e diffuso una nuova foto dalla quale emerge che l’uomo ha cambiato giacca durante la sua fuga che continua nonostante le 400 segnalazioni pervenute, di cui 120 sono state prese in considerazione.

Ascoltato anche un prete ripreso dalle telecamere di sicurezza nelle sede di Liberation nel momento in cui l’attentatore è entrato nell’edificio. L’uomo, Christian Aurenche, non si è accorto di nulla: “Ho capito solo dopo quanto era successo e ho appreso il dramma di quel giovane a Liberation. Effettivamente era una persona molto pericolosa, con un’arma carica, ma non sapevo se avesse intenzione di usarla – ha spiegato il testimone – Quando è passato accanto a me la seconda volta, non so perché, ma non gli ho prestato attenzione”.

Un uomo armato di fucile, il volto coperto da un foulard, è stato visto questo pomeriggio nel centro della Francia, ed è attualmente ricercato dalla polizia. Le continue segnalazioni stanno diffondendo il panico tra i pendolari della capitale.

“Deve essere malato, un pazzo. In questo caso forse si tratta di un regolamento di conti. Fino a quando non lo troveranno, saremo in pericolo – sostiene un abitante di Parigi – Stiamo parlando di un ragazzo armato che vaga per le strade e che può uccidere in qualsiasi momento”.

“Non sono serena – dice una giovane donna – I miei figli prendono il tram, quindi sono preoccupata, molto preoccupata”.

L’automobilista preso in ostaggio dall’attentatore per 20 minuti ha riferito che l’uomo gli ha detto di essere “pronto a tutto”.