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Libia, a euronews un membro del Congresso Nazionale : ''Clima di tensione e rabbia''

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Libia, a euronews un membro del Congresso Nazionale : ''Clima di tensione e rabbia''

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Un’altra giornata di scontri armati a Tripoli dove con la preghiera si è dato l’ultimo saluto alle vittime di venerdì. Le proteste per chiedere la fuoriuscita dal Paese dei miliziani sono sfociate in sanguinosi scontri che hanno fatto oltre 40 morti. Le milizie sono formate da ex ribelli reduci dalla rivolta del 2011 che non hanno mai deposto le armi e hanno rifiutato di unirsi alla polizia o all’esercito. La Libia, a due anni dalla caduta di Gheddafi, è ancora nel caos totale.

‘‘Soltanto durante le prossime 24 ore sarà possibile analizzare e capire in modo più chiaro quello che sta accadendo in Libia,” ha spiegato a euronews Mohamed Mousef Altomi, componente del Congresso Generale Nazionale libico. “Ora c‘è un momento di calma che non significa stabilità. La violenza potrebbe scoppiare da un momento all’altro.’‘

Il premier libico Ali Zeidan ha lanciato un appello alla ‘‘moderazione’‘ e ha chiesto a tutte le milizie di lasciare Tripoli. Nella capitale ‘‘l’aria è carica di tensione’‘, come racconta ancora a euronews Mohamed Mousef Altomi: ‘‘Ci sono stati i funerali e tra le persone c’era molta rabbia. I residenti di Tripoli hanno chiesto che vengano messe in campo misure più dure per espellere le milizie armate, soprattutto dal distretto di Gharghour, luogo degli scontri. Gli abitanti della capitale hanno detto di voler continuare la loro azione di disobbedienza civile se nessun accordo sarà raggiunto tra il governo e le milizie, continueranno a protestare per chiedere lo smantellamento delle milizie e la creazione di uno stato di diritto basato sulla legge.’‘