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Filippine: caos, saccheggi, ma anche generosità

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Filippine: caos, saccheggi, ma anche generosità

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Nelle Filippine sono esplose puntuali le polemiche sui ritardi dei soccorsi, e poi la pagina orribile dello sciacallaggio: la polizia ha ingaggiato almeno uno scontro a fuoco con gruppi criminali che tentavano di approfittare del caos.
Un caos cofermato anche da Medici Senza Frontiere, che cerca di raggiungere le zone isolate, a quattro giorni dal passaggio del tifone molti non hanno ancora ricevuto assistenza medica, dicono i volontari.

Ma sarebbe stato possibile prepararsi meglio, per le autorità filippine? Lo abbiamo chiesto alla portavoce della Croce Rossa Internazionale a Manila:

“Ho la certezza che questa volta le autorità e le organizzazioni erano meglio preparate, rispetto allo scorso anno.
Perché hanno già visto il tifone Bopa un anno fa. Le persone sono state evacuate con il giusto anticipo.
Purtroppo la violenza del tifone è stata tale da danneggiare tutto. È stato più forte di quanto si potesse immaginare. E questo ha comportato costi enormi in termini di vite umane, di dispersi, e tutta la devastazione che vediamo oggi”.

Strade e ponti distrutti, aeroporti danneggiati, per gli operatori non è facile far giungere gli aiuti a destinazione, anche perché ai problemi infrastrutturali si aggiunge quello della sicurezza:

“Stiamo valutando tutte le opzioni per trasportare gli aiuti con i mezzi aerei, ma anche via mare e via terra. Studiamo tutte le opzioni.
Abbiamo undici camion vicino a Tacloban, ma come sapete anche la sicurezza è ormai un problema.
Dobbiamo garantire che questi aiuti raggiungano le persone che ne hanno maggiormente bisogno”.

Ma alle proteste e agli sciacalli, alla confusione e alla sofferenza si accompagna un Paese generoso: nella sede della Croce Rossa di Manila si presentano decine di volontari. L’inviata di Euronews ne ha seguito il lavoro.

“Il passaggio del tifone Haiyan sulle Filippine, quattro giorni fa, ha causato danni che ancora non si possono quantificare con esattezza, comunque enormi.
Tutto il Paese si è mobilitato. Migliaia di filippini partecipano allo sforzo per gli aiuti d’emergenza, molti inviano delle donazioni, cibo e vestiti ai centri di raccolta”.