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Parigi: l'oggetto surrealista al Centre Pompidou

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Parigi: l'oggetto surrealista al Centre Pompidou

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Sculture involontarie, dipinti, fotografie e assemblaggi. A Parigi al museo Pompidou celebra i surrealisti e la loro forza dirompente.

Con oltre 200 oggetti-sculture i 43 artisti del movimento che rivoluzionó il mondo dell’arte, sono distribuiti, cronologicamente, in dodici sale.
Non mancano i rayogrammi di Man Ray, l’eccentrico Salvador Dalí, Alberto Giacometti e Giorgio De Chirico.

Gli artisti giocano a sparigliare il reale per far emergere il profondo.

“André Breton – spiega Didier Ottinger, curatore della mostra – ha detto che gli oggetti surralisti sono una sorta di sogni materializzati. Sono come dei parassiti, degli oggetti che turbano il nostro rapporto con la realtà. Servono come elementi dissonanti della realtà.
Di fatto scompigliano e a volte scompongono il mondo reale di modo da far emergere ció che davvero interessa ai surrealisti cioè il desiderio, l’inconscio e i sogni”.

La eco dei surrealisti supera gli ambienti dell’arte grazie a
Marcel Duchamp.

“È soprattutto Marcel Duchamp – prosegue Didier Ottinger – che ha realizzato le prime mostre surrealiste a partire dal 1938. Creava degli ambienti che all’epoca venivano definiti dei “treni fantasma”. Piú tardi i critici chiameranno le mostre surrealiste: dei “parchi di divertimento”. Una corrente di fatto rivoluzionaria che dall’inizio ha affascinato il pubblico. Fin dagli anni ’30 le esposizioni surrealiste richiamavano 50 mila visitatori. Cifre incredibili per quei tempi. Il surrealismo è stato il primo movimento in grado di stabilire un legame tra gli artisti e il grande pubblico”.

Soprattutto filosofia di vita, il surrealismo, si puó riassumere in tre parole, ossia “Conosci te stesso”.
L’invito degli artisti è quello di liberarsi delle sovrastrutture per concedere libertà ai sogni.

La mostra “Il surrealismo e l’oggetto” resterà aperta fino il 3 marzo 2014.