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Cambogia: violenti scontri nella capitale Phnom Penh tra polizia e dipendenti del tessile

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Cambogia: violenti scontri nella capitale Phnom Penh tra polizia e dipendenti del tessile

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Una donna morta e diversi feriti. È il bilancio non ufficiale degli scontri avvenuti a Phnom Penh tra la polizia e i dipendenti delle aziende tessili locali che producono capi per i grandi marchi occidentali. La manifestazione è degenerata mentre migliaia di operai si stavano dirigendo verso la residenza del premier. Le forze dell’ordine sarebbero intervenute sparando sulla folla. Fatti che la polizia nega, sostenendo di aver fatto uso soltanto di lacrimogeni e cannoni ad acqua.

In Cambogia le proteste sui salari, la sicurezza e le condizioni di lavoro diventano sempre più frequenti. Nel settore tessile lavorano 650mila persone. Il loro stipendio mensile è di circa 82 euro, straordinari inclusi. Soltanto a luglio L’Organizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia delle Nazioni Unite, aveva accusato Phnom Penh di opporsi all’introduzione di maggiori tutele per i dipendenti del tessile.

A sfilare insieme agli operai c’erano anche molti monaci buddisti. La repressione della polizia non ha risparmiato neppure loro.