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Varsavia, COP19 tra le lacrime

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Varsavia, COP19 tra le lacrime

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Un minuto di silenzio per commemorare le vittime del tifone Haiyan. La Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, che riunisce a Varsavia le delegazioni di 195 paesi, si apre in un contesto difficile. Impossibile trattenere le lacrime.

Il commissario filippino Yeb Sano, evidentemente scosso, non intende piú mangiare finchè non si deciderà per qualcosa di drastico e spiega: “Parlo a nome della mia delegazione, ma anche a nome di tutti coloro che non possono parlare perchè morti a causa del tifone. Parlo a nome di chi è rimasto orfano, di chi sta correndo contro il tempo per soccorrere chi ha bisogno e alleviarne la sofferenza”.

La Conferenza, nelle prossime due settimane, ha il compito di stilare la roadmap per l’accordo globale del 2015.

Il commissario filippino ha dichiarato di aver iniziato un “digiuno involontario” in segno di solidarietà verso coloro che non stanno mangiando, perchè colpiti dal tifone.

“E’ sempre difficile attribuire un singolo evento al cambiamento climatico – sottolinea Yeb Sano – . Ma sappiamo anche che la scienza è molto chiara, che il cambiamento climatico vuol dire, potenzialmente, tifoni molto piú intensi. E anche se non possiamo attribuire direttamente Haiyan a un cambiamento climatico, il mio paese si rifiuta di accettare un futuro dove i supertifoni diventano un evento regolare”.