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Nucleare iraniano, si riparte della garanzie chieste dalla Francia

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Nucleare iraniano, si riparte della garanzie chieste dalla Francia

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Passi avanti ma niente accordo. La fine delle trattative sul nucleare iraniano a Ginevra riapre la partita diplomatica, dal nodo dalle garanzie richieste da Israele, di cui la Francia si è fatta portatrice. Il presidente iraniano Hassan Rouhani: “I diritti della nazione iraniana rappresentano la nostra linea rossa. Tra questi diritti che quello al nucleare nel contesto del diritto internazionale, incluso il diritto ad arricchire l’uranio sul suolo iraniano”.

Per il capo della diplomazia europea Catherine Ashton, il raggiungimento di un accordo, resta una questione di tempo, i progressi fatti sono significativi:

“Abbiamo esaminato le questioni indispensabili per raggiungere un buon accordo e gli sforzi fatti sono stati molto costruttivi. Ma molto deve ancora essere fatto. Ci sono questioni sulle quali ancora devono essere fatti dei progressi, e dopo tre lunghi giorni di trattative abbiamo deciso di prendere una pausa per tornare a confrontarci il 20 novembre. Quindi non si tratta di un fallimento”.

Tel Aviv ha salutato la mancata conclusione di un accordo a Ginevra e ha lanciato un’offensiva diplomatica per spiegare che le intese profilatesi a Ginevra sono “cattive”:

“Ho chiesto a tutti, cosa volesse dire tutta questa fretta. Ho suggerito di aspettare e di valutare seriamente ogni questione, è un processo e una decisione di importanza storica. Ho chiesto a tutti di aspettare ed è positivo che la decisione che è stata presa alla fine vada in questa direzione”.

Secondo Tel Aviv quanto emerso a Ginevra avrebbe permesso all’Iran di ‘‘fare
l’affare del secolo’‘ ai danni dell’Occidente,godendo di “un alleggerimento significativo delle sanzioni, senza nessuna vera
concessione sul suo programma nucleare’‘.