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Turchia: strappo alla laicità di Erdogan

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Turchia: strappo alla laicità di Erdogan

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Il premier Recep Tayip Erdogan ha attaccato le residenze studentesche miste. Dopo la revoca del bando del velo islamico nei pubblici uffici, imposto 90 anni fa dal fondatore della repubblica laica Mustafa Kemal, dopo l’ingresso di deputate velate in parlamento, dopo l’ennesimo giro di vite sulll’alcol e gli attacchi ad aborto e cesareo, il premier attacca le residenze studentesche miste.

“La nostra società laica accetta matrimoni religiosi, ma non il fatto che possiamo inviare amici di sesso diverso a casa? Non capisco”, dice un ragazza.

Sotto accusa dell’esecutivo anche gli affitti delle case private e l’invito a polizia e vicini a vigilare sulla moralità di questi appartamenti.

“Si tratta di scelte private e er questo sono insindacabili. Quando firmo un contratto d’affitto faccio quello che mi pare. La polizia non ha nessun diritto di dirmi cosa fare se non disturbo”, si difende un giovane.

Alcuni governatori si sono subito piegati alle richieste del premier. Secondo un analista tuttavia, questa decisione non ha base legale e non potrebbe essere applicata: “ Non credo che la cosa si possa regolamentare. So però che cosa accadrà: adesso alcuni si metteranno a giocare il ruolo dei moralizzatori e ossessionare ragazzi e ragazze. È già cominciato”.

Erdogan rivendica il diritto di far rispettare le tradizioni turche.
Come primo effetto però la decisione di Erdogan ha provocato tensioni col suo vice Bulent Arinc. Cosa che non fatto retrocedere il premier dalla sua decisione.

L’opposizione teme una “polizia della morale”, e una deriva verso un regime islamico, ma anche nei ranghi del Akp il partito del premier, la sua decisione suscita riserve.