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La Germania non dimentica la "Notte dei cristalli"

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La Germania non dimentica la "Notte dei cristalli"

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È il 1938. Sono già 5 anni che Adolf Hitler è al potere in Germania dove ha instaurato il terzo Reich, un regime totalitario che si basa sulla personalità carismatica del führer, il capo assoluto e sull’ideologia nazista. Un fascismo alla tedesca basato sulla purezza della razza e sull’antisemitismo.

Il 7 novembre 1938 Ernst von Rath, segretario dell’ambasciata tedesca a Parigi è assassinato da un ebreo di origini polacche, Herschel Grynzspan, la cui famiglia era appena stata espulsa.

I nazisti sfruttano quest’omicidio come pretesto per organizzare delle rappresaglie contro la comunità ebraica. Atti pilotati, ma presentati come collera spontanea della popolazione. Il pogrom prenderà il nome di notte di cristalli. Centinaia di sinagoghe vengono incendiate, cimiteri profanati e migliaia di negozi incendiati e saccheggiati. Un centinaio le persone uccise. Decine di migliaia arrestate e deportate.

Una notte, quella fra il 9 e il 10 novembre, che i tedeschi ricordano con lo slogan, “nie wieder”: mai più, come ha ripetuto la cancelliera Angela Merkel nel 70esimo anniversario di quella tragedia.

“Razzismo e antisemitismo non devono avere una seconda opportunità in europa”, ha detto la cancelliera.

La notte dei cristalli segna anche l’inizio della politica antiebraica. Le limitazioni personali e una sempre maggiore esclusione sociale miravano a costringere gli ebrei all’emigrazione. Questa politica porterà all’ultimo stadio del progetto criminale di Adolf Hitler: la soluzione finale. Lo sterminio di tutti gli ebrei. Un crimine che porterà al massacro di sei milioni di esseri umani.