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Standard & Poor's taglia il rating della Francia

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Standard & Poor's taglia il rating della Francia

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Doccia gelata, questo venerdì mattina, per il governo di Parigi. Standard & Poor’s ha deciso di retrocedere la Francia, portando il giudizio sul merito di credito del Paese da AA+ a AA.

Le riforme economiche fatte fino a questo momento non sono abbastanza per l’agenzia, che ha voluto essere così la prima a tagliare per la seconda volta il rating di Parigi dopo la perdita della AAA.

Dura la reazione del ministro dell’Economia Pierre Moscovici: “Sottovalutano la capacità della Francia di trasformarsi, la capacità di riprendersi”, ha detto.

“Io preferisco guardare a indicatori più importanti, quelli della Commissione europea: siamo usciti dalla recessione nel 2013 con una crescita di 0,2 punti, nel 2014 sarà di 0,9 punti e dell’1,7 nel 2015. La Francia è sul sentiero di una ripresa solida e credibile ed è su questo che lavora il governo”, ha concluso.

Per quanto riguarda la zona euro, la Francia finisce così insieme al Belgio sul terzo gradino del podio di Standard & Poor’s.

L’unica a rimanere in seconda posizione è l’Austria, mentre Germania, Finlandia, Olanda e Lussemburgo mantengono la tanto agognata AAA.

“Se passassimo nelle categorie a rischio, in pochi mesi potremmo avere problemi a rifinanziarci. Ma adesso siamo ancora molto lontani”, commenta David Thesmar, professore alla HEC di Parigi.

In effetti, al grado “non investment” (altrimenti noto come “junk”, spazzatura) mancano ancora ben cinque scalini.

E, nonostante una disoccupazione quasi all’11%, Standard & Poor’s ha riconosciuto gli sforzi del Paese per contenere il debito, fissando le prospettive a “stabili” (ed evitando, così, un’impennata dello spread dei titoli francesi con quelli tedeschi).

Il problema, dicono, è la capacità di François Hollande di realizzare le riforme, complice il fatto che il continuo aumento delle tasse lo ha reso il presidente più impopolare della Quinta Repubblica.