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Troika in Grecia tra le proteste. L'enigma del buco di bilancio

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Troika in Grecia tra le proteste. L'enigma del buco di bilancio

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Sono dovuti scappare dal retro. Brutto quarto d’ora per gli ispettori del Fondo monetario internazionale, della Commissione europea e della Banca centrale europea.

La troika dei creditori internazionali è tornata ad Atene per verificare i progressi fatti dal Paese in vista del pagamento dell’ultima tranche di aiuti da 1 miliardo di euro.

Ma nessuno degli obiettivi fissati, sia sul versante esuberi che, soprattutto, su quello delle privatizzazioni, è stato raggiunto.

Ad accoglierli fuori dall’edificio non hanno trovato manifestanti comuni, ma gli stessi dipendenti del ministero delle finanze furiosi per i tagli nel settore pubblico.

“La troika non è particolarmente contenta del passo falso sulle privatizzazioni, e insiste sul fatto che il governo faccia di più in termini di taglio alla spesa e nuove entrate”, dice Sarah Hewin, analista di Standard Chartered.

“Dal punto di vista greco, ovvio, si è passati attraverso un lungo periodo di recessione e la sensazione è che si sia fondamentalmente arrivati al limite del possibile”, conclude.

Il pomo della discordia è il buco nei conti previsto per il 2014: 2 miliardi di euro per la troika, 500 milioni secondo Atene.

Condizione per ottenere nuovi aiuti è l’ottenimento del surplus primario, ma la troika teme che le misure presentate nella legge di bilancio possano non bastare.

Il primo ministro Samaras ha escluso, però, nuovi tagli agli stipendi e alle pensioni. Il Paese ha visto già abbastanza austerità ed è letteralmente alla canna del gas.