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Sochi, ancora "censure" esagerate

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Sochi, ancora "censure" esagerate

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Meno di 100 giorni al via delle Olimpiadi di Sochi, ma in Russia continuano a manifestarsi bizzarie cervellotiche che rasentano il ridicolo.

Slogan, promesse di una vita migliore stanno avvicinando all’importante evento, tuttavia il “Grande Fratello” sovietico imperversa, controllando tutto e tutti, spesso in maniera esagerata.

“Certo, c‘è un’effettiva censura in corso – afferma l’esponente di Memorial, Semyon Simonov, che si occupa di Diritti Umani -, non saprei come altro definirla. I media in questa zona sono censurati parecchio. Questo fa capire che le nostre autorità non si preoccupano di come a livello internazionale gli altri paesi reagiscono alle loro azioni”.

L’ultima “disavventura” in ordine di tempo ha riguardato il team di TV2, emittente norvegese, fermata più volte dalla polizia e interrogata in maniera poco ortodossa.

“Così si presentano le mie mani dopo tutte le impronte digitali prese dalle forze dell’ordine russe – dice il giornalista Øystein Bogen -. Lo hanno fatto sin troppo accuratamente, sia qui che alla stazione di polizia”.

Arresti, interrogatori durati ore, l’accusa di abuso di droga sono parte delle modalità con le quali le autorità russe hanno accolto i malcapitati giornalisti in zona, a quanto pare.

L’episodio fa seguito a un’esperienza simile vissuta giorni fa da una squadra televisiva tedesca, appena fuori Sochi.