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La Moldova guarda all'Unione europa

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La Moldova guarda all'Unione europa

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Manifestazione storica per la Repubblica di Moldova. Decine di migliaia di moldavi hanno manifestato insieme ai propri leader politici per sostenere il processo di adesione all’Unione europea.

Il suo presidente, Nicolae Timoft:

“L’adesione europea è un’occasione per ricostruire la nostra economia, migliorare la qualità di vita, assicurare prosperità e costruire una società cheabbia una visione chiara.
Si tratta anche della nostra sicurezza personale e comunitaria e della libera circolazione di beni e persone”.

Il 28 e 29 novembre si tiene il summit di Vilnius sul Parternariato orientale. Che potrebbe segnare una svolta nelle relazioni tra l’UE e i Paesi dell’ex blocco svietico che riusciranno implementare gli accordi per la creazione di un’area di libero scambio.
Tra questi Paesi c‘è puunto la Repubblica di Moldova.

Ex repubblica sovietica, situata tra Ucraina e Romania, la Moldova conta 3 milioni di abitanti, la cui maggioranza parla il moldavo, lingua pressoché identica al rumeno.

Tra i Paesi più poveri del continente europeo, il Pil per abitante è pari a 2500 euro. Solo per fare un confronto, il Pil per abitante in Romania è pari a 6700 euro.

La campagna moldava mostra il volto più povero che ha: Nadejda, 43 anni, madre di 5 figli, vive con 50 euro al mese. La sola via d’uscita è emigrare, più di 500 mila moldavi hanno preso questa strada.

I risparmi di chi lavora all’estero contribuiscono al Pil per 1/4 del suo totale.
Ma il risvolto della medaglia è che le forze giovani del Paese, quelle che servirebbero per modernizzare questa piccola repubblica, spendono forze e energie altrove.

Altro problema è il conflitto mai risolto con la regione secessionista della Transnistria. Stato indipendente de facto, la lingua parlata è il russo e l’ucraino, ma non riconosciuto a livello internazionale,la Trasnistria ha proclamato la propria indipendenza nel 1990.

Militari russi sono presenti sul territorio.

Paul MacDowell, euronews:

-Con noi il premier della repubblica di Moldova, Yurie Lyanke. Grazie per aver accettato il nostro invito.
Vorrei iniziare chiedendole: che messaggio ha voluto inviare a Bruxelles il suo Paese, ieri?

“L’evento di ieri, che ha visto migliaia di cittadini in piazza, e che dopo l’indipendenza del 1991, è stata sicuramente la manifestazione più imponenete a Chisinau, organizzata da partiti attualmente al governo, ha voluto mandare un messaggio chiaro non solo a Bruxelles ma anche ai nostri vicini e alla società civile della repubblica, cosî come all’opposizione: la maggioranza dei cittadini capisce che non c‘è alternativa allo sviluppo, a costruire una società democratica se non seguendo la via indicata da Bruxelles, condividendo gli stessi valori, gli stessi standard e gli stessi principi degli altri Paesi europei”.

-Che cosa direbbe allora alla Russia, lei ha detto che il messaggio non è in alcun modo diretto contro alcuno, ma è a favore dell’integrazione europea. La Russia guarda con grande interesse, quindi qual‘è il suo messaggio a Mosca?

“Sin dal settembre 2009, dal primo giorno di governo, abbiamo dato los tesso messaggio a Mosca e a Bruxelles: per noi, l’adesione europea resta una scelta fondamentale di politica estera e interna.
Per cui penso che messaggio e obbiettivo non abbiano in alcun modo confuso i nostri alleati e i partener sia a est come a ovest.
Questo vuol dire che l’adesione all’Unione e gli obiettivi per la nostra modernizzazione non sono diretti contro alcun paese e non stanno creando le premesse per peggiori condizioni.
Al contrario , riteniamo che stabilizzando la situazione della Moldova a beneficiarne saranno tutti i nostri amici del’est comne dell’ovest”.

-La Moldova ne ha un bel ritorno, ma cosa ha da guadagnare l’Europa, che cosa date in cambio?

“Penso che anche l’Europa possa beneficiare dell’ingresso della Moldova e non parlo solo dell’ottimo vino e del gustoso cibo.
Lavorando insieme, possiamo allargare l’area di prosperità nel sud est europeo. Possiamo mostrare a altri Paesi, mi riferisco a quelli del Parternariato Orientale, ex repubbliche sovietiche, che gli sforzi di un PAese, sforzi che noi continueremoa fare, sono riconosciuti e ricompensati dall’Unione. Il nostro futuro è legato a doppio nodo all’avvicinamento, all’integrazione economica, mi auguro in una prospettiva non eccessivamente lunga, e all’integrazione politica il che significa in poche parole l’adesione all’Unione europea della repubblica Moldova.
Dobbiamo concentrarci sulla riforma della giustizia, della magistratura, dobbiamo combattere la corruzioen in maniera più sistematica e costruire istituzioni stabili e credibili”.