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L'innovazione come arma per combattere la crisi

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L'innovazione come arma per combattere la crisi

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Si può fare innovazione in un periodo di crisi economica come quello attuale? La domanda era al centro di “Open Innovations”, forum internazionale sulla tecnologia andato in scena a Mosca.

Innanzitutto, bisogna capire cosa distingue le aziende leader nel settore. Lo chiediamo al professor Robert Metcalfe, docente all’Università del Texas: “Per me ciò che fa davvero la differenza è saper ascoltare davvero la propria clientela”, risponde l’inventore dello standard Ethernet.

“Ecco che cosa insegnamo durante i nostri corsi su come gestire un’impresa, la cosa più importante è andare là fuori, uscire dalla propria sede e ascoltare i clienti”, conclude.

Il principio vale soprattutto in tempi di recessione, quando la domanda cala e la concorrenza aumenta. La crisi globale di cinque anni fa ha profondamente influenzato l’economia, ridefinendo la barra della competitività delle aziende. E, come sempre, è la necessità ad aguzzare l’ingegno.

“I momenti di crisi sono un’ottima opportunità per innovare”, dice Peter Lindholm, consulente della Banca mondiale.

“È il momento in cui si cerca di sopravvivere. E coloro che hanno investito in innovazione possono fare il botto appena finisce la crisi. Se si dispone di risorse, è davvero il momento giusto per investire di più in innovazione. Inoltre, le condizioni mentali sono favorevoli perché quando si è in tempi di vacche grasse di solito non si guarda all’innovazione, ma quando devi sopravvivere, allora sì che cerchi delle soluzioni”.

È il caso della Russia? Il premier Dmitri Medvedev, nel suo discorso, ha rassicurato il pubblico sull’impegno del governo a supportare innovazione e ricerca.

Ma i russi non sembrano rilevarne l’impatto. Stando al rapporto di aprile sulle politiche d’innovazione, nonostante ingenti investimenti statali in tecnologia (dal 2001 al 2010 la spesa statale annuale nella ricerca scientifica si è decuplicata arrivando a 5,4 miliardi di euro) quasi il 60% dei residenti non nota alcun cambiamento.

Lo stesso vice primo ministro Igor Shuvalov, il mese scorso, ha detto che in Russia non si vedranno seri sviluppi d’innovazione finché il prezzo del petrolio rimarrà alto.

“È vero, sarà difficile per il Paese fare innovazione dato che ha una fonte permanente di entrate dall’esportazione di petrolio e gas. Ma ciò non significa che non ne avremo”, commenta il vice ministro russo allo Sviluppo economico Oleg Fomichev.

“In primo luogo il settore delle materie prime ha ora bisogno di molta più innovazione di quanto non ne avesse prima. Inoltre, ci sono tanti settori non legati alla produzione di petrolio e gas che si affacciano direttamente sul mercato globale. Penso al settore IT, che negli ultimi due anni ha mostrato crescite a doppia cifra”, aggiunge.

Vent’anni fa la tecnologia trasformò l’economia finlandese, che passò così dall’industria pesante a quel settore informativo per il quale il Paese è famoso.

Alla recessione dei primi anni novanta Helsinki ha risposto accrescendo la spesa per l’educazione e la ricerca.

La crisi odierna l’ha posta di fronte a nuove sfide. Ad esempio Nokia, simbolo della sua industria, ha visto passare in mano straniera gran parte delle sue attività e dei suoi dipendenti.

Ma secondo Pekka Soini, capo dell’agenzia finlandese per i finanziamenti all’innovazione, la crisi di Nokia è una grande opportunità di cambiamento non solo per l’azienda ma anche per la Finlandia stessa.

“Nokia – dice – ha ridotto di molto il personale impegnato in ricerca e sviluppo in Finlandia e anche nell’ecosistema attorno a sè. Ma, sapete, queste persone, che sono circa 10 mila, oggi si stanno lanciando in nuovi progetti, creando le proprie compagnie, portando le proprie capacità e competenze di ICT in altre industrie”.

“Per cui – sottolinea – io la vedo come una grande opportunità per una nuova trasformazione della Finlandia in qualcosa di diverso”.

“In tempi di crisi economica, innovare, per un’azienda ma anche per uno Stato, non è una spesa inutile, ma un modo per sopravvivere e mantenere la propria rilevanza”, spiega la corrispondente di Euronews Natalia Marshalkovich. “‘Innova o perisci’, disse, tanti anni fa, il fondatore di Microsoft Bill Gates”.