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Nato-Russia, testato detector di esplosivi contro attentati nei trasporti

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Nato-Russia, testato detector di esplosivi contro attentati nei trasporti

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Il primo sistema antiterroristico in comune tra Nato e Russia per individuare esplosivi nei trasporti pubblici è stato testato con successo. L’annuncio ufficiale arriva quattro mesi dopo gli esperimenti compiuti nella metropolitana di una capitale europea, di cui non è stato fatto il nome.

Il sistema è basato tra l’altro su scanner a microonde che individuano anomalie nelle molecole di oggetti e persone. In quel caso vengono attivati un dispositivo di videosorveglianza e una serie di sensori. Secondo la Nato avrebbe permesso di individuare una persona sospetta. Il programma STANDEX è stato lanciato nel 2010.

“All’epoca ci siamo resi conto che la protezione delle infrastrutture critiche dei trasporti di massa era molto meno soddisfacente rispetto a quanto si faceva nel settore aereo”, afferma Pierre Charrue, direttore del progetto STANDEX. “Quindi al consiglio Nato-Russia abbiamo deciso di sviluppare delle tecnologie per proteggere questo tipo di infrastrutture”.

Il programma di cooperazione finora è costato 4,8 milioni di euro ed è stato finanziato da diversi governi tra i quali quello italiano.
“Credo sia davvero interessante, è un buon esempio di cooperazione internazionale”, dice l’ingegnere-capo Mikhail Korolev, “visto che la minaccia terroristica non è solo locale, non riguarda singoli Paesi o singole regioni, ma è un problema mondiale. Dobbiamo mettere assieme tutte le forze “buone” che esistono nelle nostre società, per poter risolvere questo problema”.

A differenza del body scanner, questo nuovo strumento che potrebbe essere commercializzato nel 2015 non è visibile dalla folla. La seconda fase si concentrerà sulla gestione delle situazioni di emergenza, ossia quando vengono identificati presunti attentatori.