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"Giustizia per Liz": in centinaia a Nairobi chiedono l'arresto degli stupratori

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"Giustizia per Liz": in centinaia a Nairobi chiedono l'arresto degli stupratori

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“Rispetto, dignità, giustizia”: sono queste le parole che in centinaia hanno scandito a Nairobi. In Kenya è montata l’indignazione per la storia di Liz, pseudonimo della sedicenne violentata a giugno da un gruppo di giovani e poi gettata in una latrina. Per i responsabili della violenza, tanto atroce da costringerla oggi su una sedia a rotelle, l’unica punizione è stata tagliare l’erba della stazione di polizia.

“Vogliamo che sia fatta giustizia, tagliare l’erba non è una pena e vogliamo che il governo del Kenya si faccia carico delle spese mediche di Liz,” dice una manifestante. “Sono venuta qui con le mie sorelle per ribadire che gli uomini che commettono violenza sulle donne non possono restare impuniti. Questo vogliamo dire oggi,” le fa eco un’altra. Nel corteo ci sono anche molte presenze maschili perché, come dice un uomo: “Questo è un problema che ci riguarda tutti e dobbiamo unirci per dire no alla violenza di genere.”

1milione e 300mila hanno già firmato la petizione on line affinché gli stupratori siano arrestati e processati. La campagna “Giustizia per Liz” è stata lanciata dall’attivista per i diritti delle donne a Naironi Nebila Abdulmelik che ha indetto la manifestazione. Una protesta che sotto il nome Liz porta anche quello di tutte le altre giovani violentate. Storie che, spesso, restano insabbiate.