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Spagna fuori dalla recessione. Ma la ripresa è ancora lontana

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Spagna fuori dalla recessione. Ma la ripresa è ancora lontana

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La Spagna è ufficialmente fuori dal tunnel? Quello della crescita, perlomeno.

La conferma di quanto anticipato dal Banco de España arriva dall’Istituto nazionale di statistica. Dopo 9 trimestri di segno meno, Madrid registra un primo scampolo di crescita economica.

Merito del turismo e, soprattutto, delle esportazioni, l’unico settore cresciuto dopo l’esplosione nel 2008 della “burbuja del ladrillo” (la bolla immobiliare).

Nel periodo tra luglio e settembre il Prodotto interno lordo di Madrid è cresciuto dello 0,1%.

Presto, però, per festeggiare. Nonostante il tasso di disoccupazione sia ripiegato sotto il 26%, una persona su quattro ancora non ha un lavoro.

Un dato che pesa sui consumi. E che comincia a influenzare anche i prezzi, scesi a ottobre dello 0,1%, con gli economisti che cominciano a intravedere il rischio di una vera dinamica deflattiva.

“In pratica in Spagna vediamo una ripresa guidata dalle esportazioni. La ripresa interna si sta stabilizzando, il che è un bene”, spiega Christian Schulz di Berenberg Bank.

“Ma tale stabilizzazione permette ora alla crescita nell’export, in atto già da tempo, di portare l’economia intera fuori dalla recessione. Credo che il prossimo passo sarà il ritorno degli investimenti in Spagna”, conclude Schulz.

In effetti i costi di rifinanziamento sono rientrati dai livelli visti durante la crisi del debito del 2012 e lo spread spagnolo è oggi più basso di quello italiano.

Ma, con un tasso di senza-lavoro che nel caso degli under-25 supera il 54%, lo stesso premier Rajoy ha ammesso che c‘è ancora molto da fare.

Il mercato del mattone, la prima tessera del domino, ancora non si è ripreso e i prezzi continuano a calare, costringendo la Sareb, la “bad bank” che ha ereditato il patrimonio immobiliare delle banche, a lanciare una proposta choc: abbattere le case invendute.