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"L'aria inquinata è cancerogena"

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"L'aria inquinata è cancerogena"

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L’annuncio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha innescato il dibattito nella comunità scientifica. L’Agenzia afferma, di avere le prove, per affermare che l’aria inquinata provoca il cancro ai polmoni. Una conclusione basata sugli studi epidemiologici condotti in Europa, Nord e Sud America e Asia. Tra le principali fonti di inquinamento dell’aria ci sono i veicoli, le emissioni industriali e agricole, il riscaldamento residenziale.

Per comprendere al meglio il problema, Euronews ha intervistato Dana Loomis, uno degli scienziati che ha lavorato al rapporto. Quali sono le zone più inquinate al mondo? In Cina e in India il problema è noto, ma sorprende scoprire che la situazione può essere critica anche nel Nord Africa.

Dana Loomis, scienziata IARC: “In Cina e in India, gran parte dell’inquinamento è dovuto alla combustione del carbone, legato al tipo di sviluppo industriale che c‘è in questi Paesi. Nell’Africa del Nord, il territorio è in gran parte desertico, abitato da poche persone. L’inquinamento che c‘è è portato dal vento che trasporta la polvere del deserto. Quindi la tipologia è molto diversa da quello industriale”.

Loomis aggiunge che la polvere del deserto non è così pericolosa come le altre fonti di inquinamento atmosferico, ma può comunque nuocere. Secondo uno studio italiano, è la causa di seri problemi, soprattutto alle vie respiratore.
La situazione in Europa è molto varia, con picchi di inquinamento, in alcune aree e zone invece dall’aria più pulita.

Dana Loomis: “In Europa le principali fonti d’inquinamento oggi sono i trasporti, come automobili, aerei e così via. In passato è stata l’industria come avviene oggi per Cina o India, perché sono Paesi in via di industrializzazione, come fu per l’Europa 200 anni fa . “

Claudio Rocco, euronews: “Certo, si tratta di un problema che riguarda più i politici e le autorità, ma noi – come cittadini – che cosa possiamo fare per difenderci dall’inquinamento?”.

Dana Loomis: “L’inquinamento atmosferico è un classico problema di salute pubblica, perché l’aria è di tutti. Respiriamo tutti la stessa aria e ciascuno può fare molto per migliorarne la qualità. Si può andare al lavoro in bicicletta, si può ridurre il consumo di combustibili fossili, non aiuta solo te, serve a tutta la comunità. Quindi è un bene se tutti fanno queste cose, ma è anche importante essere a consapevoli del problema, riconoscere che è una questione collettiva per cui vanno trovate soluzioni a livello governativo e internazionale “.

Nel 2010, secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, 223 000 persone nel mondo sono morte di tumore ai polmoni, provocato dall’inquinamento atmosferico.

euronews: “Nel vostro studio si parla di molte migliaia di morti a causa di inquinamento atmosferico, ma come si può essere sicuri che l’inquinamento atmosferico è davvero la causa di queste morti?”

Dana Loomis: “Questa è davvero una domanda importante. In effetti, non possiamo essere sicuri! Quello che facciamo è utilizzare modelli statistici per cercare di stimare il numero di decessi provocati da cause diverse: l’inquinamento atmosferico, altri fenomeni di inquinamento ambientale, il fumo di sigaretta. Usiamo i dati che riguardano le analisi di campioni provenienti da studi epidemiologici. Quindi, si tratta di una stima, ma pensiamo che sia una stima attendibile”.

L’inquinamento dell’aria che respiriamo ogni giorno rappresenta dunque un serio pericolo per la salute, far sì che le autorità prendano in considerazione questo rischio rappresenta ormai un’urgenza per la collettività.