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Turchia, diversi fermati ad Ankara per disordini davanti a un tribunale

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Turchia, diversi fermati ad Ankara per disordini davanti a un tribunale

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Tensione alta ad Ankara, capitale della Turchia, in occasione dell’apertura del processo a carico di un agente di polizia, incriminato per l’omicidio di un manifestante durante le proteste di massa della scorsa estate.

All’incirca duemila persone si sono raccolte davanti al tribunale. Tra loro anche i famigliari della vittima, Ethem Sarisuluk, ucciso a giugno da un colpo d’arma da fuoco. Amare le considerazoni del fratello Mustafa: “Non ci aspettiamo giustizia da questo processo. E siccome non abbiamo alcuna fiducia nelle decisioni del tribunale, il 10 ottobre abbiamo presentato un ricorso alla Corte europea per i diritti umani. Le nostre speranze sono appese a un filo”.

Quando si è diffusa la notizia che l’imputato potrà assistere alle udienze in collegamento video dalla sua abitazione, un gruppo di manifestanti, armati di bastoni, ha preso d’assalto l’ingresso del tribunale. Per disperderli, la polizia ha fatto ricorso a cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. I media turchi riferiscono di diversi manifestanti feriti e di diciotto persone fermate: un bilancio che non è stato confermato dalle autorità.

Le proteste della scorsa estate, innescate da un progetto edilizio nel parco Gezi di Istanbul, si erano poi trasformate in un grande movimento di contestazione contro l’operato del governo filo islamico del premier Erdogan.