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Lou Reed, l'artista totale

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Lou Reed, l'artista totale

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“Una notizia devastante” per Iggy Pop, la perdita di “un maestro” per David Bowie. Lou Reed è morto all’età di 71 anni, per complicazioni dovute ad un trapianto di fegato. Il mondo della musica è in lutto, per la scomparsa di un artista “totale” che ha allargato la sua influenza alla poesia, al cinema.

Il cantore dei tormenti dell’anima, è cresciuto a New York, in una famiglia della classe media che lo sottopose ad elettroshock per guarire la sua bisessualità. Il dolore, raccontato prima con la scrittura poi con la chitarra, diventa ricerca musicale e sperimentazione negli anni 60 alla Factory del re della Pop art Andy Warhol, e con i Velvet Underground.

“Tutto ciò che faccio è una reazione – racconta Reed – se non ci fosse stato Andy non so proprio cosa avrei potuto produrre, devo tutto a Mister Warhol, grazie”

C‘è la droga, c‘è il sesso, e c‘è il rock, tagliato dalla malinconia e dagli sguardi enigmatici di Reed nei pezzi memorabili dei Velvet Underground. L’evoluzione si compie nel 1972. Non c‘è più la luce guida di Warhol, al fianco di Reed arriva David Bowie. Sarà lui il produttore dell’album “Transformer” che contiene Walk on the wild side il pezzo che rivoluzionerà il modo di narrare della musica pop e rock.

“Provo una soddisfazione personale a realizzare cose che non esistono, seguo la mia passione”.

Gli anni 70 sono anche quelli dell’abuso di droga, metedrina e amfetamina, che incideranno sull’artista e sulla persona. Il lato selvaggio resta, in Metal Machine Music, l’album successivo, il faro è John Cale.

“Ho sempre amato fare fotografie, ad un certo punto mi hanno detto “Perché non le metti insieme?”, e l’ho fatto”.

L’artista “totale” guarda al mondo anche dall’obiettivo della macchina fotografico, lente d’ingrandimento per le fragilità dell’anima.

Sposato per tre volte, l’ultima nel 2008 con l’artista Laurie Anderson, sarà la sua compagna, fino alla fine. A lei dedica l’album “Set the twilight reeling”, la spettralità delle corde solitarie dei precedenti lavori si riempie di rock sostenuto e di dolcezza.

“C‘è solo una cosa che può cambiare il mondo, è il rock and roll. Dal profondo del cuore in ogni singola cellula, credo che il rock and roll può cambiare tutto, io sono laureato all’Università di Warhol e credo nel potere del punk e voglio farlo esplodere, grazie”.