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Georgia, il nuovo Presidente alla ricerca di un riequilibrio con Mosca

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Georgia, il nuovo Presidente alla ricerca di un riequilibrio con Mosca

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Il giorno dopo il trionfo elettorale, il neo-Presidente georgiano anticipa una ricetta fatta di difficili equilibri tra il grande vicino russo e quello europeo. Poche ore fa Gheorgi Marghvelashvili, 44enne ex professore di filosofia ed ex vicepremier, celebrava una vittoria di dimensioni storiche. Una vittoria che ha messo fine all’era Saakashvili, dieci anni dopo l’incruenta “rivoluzione delle rose”. Le relazioni con la Russia restano difficili, ma la Georgia cercherà nuovi equilibri, ha spiegato il neo-presidente:

“Proveremo a ridurre le tensioni e a risolvere le questioni spinose nelle forme che ci sono state suggerite dai nostri partner internazionali. Ci hanno detto di portare questi temi nelle sedi europee. Questa relazione è molto difficile, ma noi abbiamo una posizione chiara”

Se Saakashvili ha forse pagato elettoralmente il conflitto con la Russia per la regione secessionista russofona dell’Ossezia del Sud, per Marghvelashvili il faro resta l’Occidente, ma ora è un solo partito, Sogno Georgiano, ad avere in mano tutti i poteri e questo facilita anche un riequilibrio dei rapporti con Mosca. Qualcosa, comunque, è destino che cambi.

Il nuovo presidente della Georgia, così come il premier e la maggior parte dei ministri, sono esponenti del partito del Sogno georgiano, avversari politici di Mikhail Saakashvili. Di questa svolta abbiamo parlato con l’analista Soso Tsiskarishvili, in collegmento da Tbilisi.

Alexei Doval, euronews: “La vittoria dell’opposizione, prima alle legislative e ora alle presidenziali, significa forse che gli elettori georgiani hanno rinunciato all’idealismo che ispirò la Rivoluzione delle rose per adottare un atteggiamento più pragmatico?”

Soso Tsiskarishvili: “Ciò che è avvenuto è una novità assoluta nella storia recente di questo paese. In passato, i presidenti venivano eletti con l’85 o il 90 per cento dei voti, ma nessuno di loro riusciva a governare fino alla scadenza naturale del suo mandato. Ora è stato eletto un presidente che ha soltanto il 62% delle preferenze. Ma questa vittoria, questa transizione pacifica, è molto più convincente perché si fonda su un programma e su un reale sostegno politico”.

euronews: “Il neo-eletto presidente è nuovo alla politica. Molti lo considerano un tecnico. Il primo ministro Ivanishvili dice che presto lascerà il proprio incarico di capo del governo a un politico più giovane. Chi governerà il paese? Le decisioni saranno prese alla luce del sole o in qualche centro informale di potere?”

Tsiskarishvili: “Dipende da cosa deciderà di fare l’attuale primo ministro Ivanishvili. E’ lui l’artefice del successo alle elezioni legislative dell’anno scorso e alle presidenziali di domenica. Se davvero deciderà di lasciare il suo incarico di primo ministro e non coopererà con il suo successore e con le nuove autorità governative, allora la Georgia potrebbe ritrovarsi con due centri distinti di influenza politica”.