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Giappone: Abe a Cina, non tollereremo la forza per difendere gli interessi

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Giappone: Abe a Cina, non tollereremo la forza per difendere gli interessi

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Il Giappone torna a inasprire i toni nei confronti della Cina. “Siamo pronti a fronteggiare Pechino se questo dovesse difendere con la forza i propri interessi”, dice prima in un’intervista il primo ministro Shinzo Abe. “Non tollereremo l’uso della forza per cambiare lo status quo regionale”, aggiunge Abe, passando in rivista il personale delle truppe di autodifesa ad Asaka.

“La situazione della sicurezza esterna del Giappone è diventata più grave”, ha detto Abe. “I membri della forze di autodifesa devono abbandonare l’idea che le esercitazioni quotidiane siano sufficienti e che la loro esistenza sia di per sé un deterrente”.

Una nuova dimostrazione della volontà di Abe di aumentare la capacità di difesa giapponese e modificare la Costituzione in questa direzione.

Le relazioni tra Giappone e Cina si sono deteriorate a causa della disputa sulle isole Senkaku, appartenenti a Tokyo e rivendicate da Pechino. Inoltre Abe vorrebbe permettere alle forze aeree di colpire i droni cinesi se questi sorvolassero il suo territorio.

“Se il Giappone facesse quanto ha detto, ricorrendo a misure come l’abbattimento di velivoli, noi lo considereremmo una grave provocazione, un atto di guerra”, ha replicato Geng Yansheng, portavoce del ministero della Difesa cinese. “Contrattaccheremo con azioni ferme”.

Il nazionalista Abe punta a far modificare la Costituzione pacifista del 1947 e in particolare l’articolo che stabilisce la rinuncia al “diritto di belligeranza”.