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Vertice europeo: immigrazione, Malta chiede la solidarietà europea ma rafforzando i controlli

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Vertice europeo: immigrazione, Malta chiede la solidarietà europea ma rafforzando i controlli

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E’ stato un vertice sul datagate. Lo scandalo di spionaggio americano sui leader europei si è imposto all’ultimo minuto sul vertice europeo, qui a Bruxelles. Francia e Germania andranno a discutere un accordo con gli Stati Uniti di per mettere fine alle intercettazioni. Ma all’ordine del giorno del vertice c’erano anche altre questioni: la ripresa economica e la politica di immigrazione, le decisioni in materia sono rimandate a dicembre.

L’appuntamento è dunque per il prossimo summit di fine anno. Dopo l’entrata in vigore del nuovo sistema di monitoraggio delle imbarcazioni Eurosur, i leader europei aspettano nuove proposte per evitare nuovi drammi dell’immigrazione, come spiega il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy: “Abbiamo chiesto alla nuova task force per il Mediterraneo, guidata dalla Commissione europea con rappresentanti degli stati membri, di presentare veleocemente proposte operative per un miglior uso delle politiche europee”

Soddisfatta l’Italia che aveva chiesto una discussione sulle politiche di immigrazione europee dopo la morte di quasi 400 persone al largo delle isola di Lampedusa.

Sottolinea il presidente del Consiglio Enrico Letta: “Consideriamo importante il fatto che queste conclusioni abbiano inanzi tutto incorporato il concetto di solidarietà. Questo lo dico perché sappiamo tutti che non era scontato”

Per una riflessione piu’ approfondita in materia di immigrazione e asilo bisognerà attendere dopo le elezioni europee di maggio, poi la questione passerà nelle mani dell’Italia che ne farà una delle priorità del suo semestre di presidenza.

Non c‘è solo Lampedusa in prima linea, c‘è anche l’isola di Malta. E’ il piu’ piccolo stato dell’unione europea, ma su poco 416.000 abitanti, oltre 9000 sono profughi richiedenti asilo, una pressione insostenibile secondo il premier Maltese Josep Muscat.

Isabel Marques da Silva, euronews:
“Primo Ministro, prima di arrivare al summit, lei ha dato l’esempio della solidarietà europea sui piani di salvataggio finanziari di altri paesi europei, ed ha minacciato di non cooperare piu’ se non avesse ricevuto la stessa solidarietà in termini di immigrazione. E’ soddisfatto dei risultati del vertice?

Joseph Muscat, Primo ministro maltese:
“La cosa piu’ importante che su cui il Consiglio ha trovato un accordo è che ci debba essere un calendario, con delle scadenze. Il Consiglio europeo ha deciso che a dicembre l’Europa prenderà delle decisioni operative per affrontare questa crisi.

Isabel Marques da Silva, euronews:
“Cosa farà nei prossimi 7/8 mesi quando queste navi continueranno ad arrivare a Malta?”

Joseph Muscat, Primo ministro maltese:
“La gente che presenta domanda di asilo, ma la cui domanda è respinta, deve tornare a casa. Questa dovrebbe essere parte delle competenze e del lavoro di Frontex”

Isabel Marques da Silva, euronews:
“Ma invece di rimandarli a casa in Tunisia o in Libia, dove la situazione è incerta, i profughi non potrebbero essere mandati in altri paesi europei? Ha avuto il sostegno di altri partner europei?”

Joseph Muscat, Primo ministro maltese:
“Lo so’ che puo sembrare duro quello che dico ma è cosi che funziona. Dal mio punto di vista, sebbene la domanda di asilo sia stata rifiutata, molte persone restano in Europa, non è giusto. Questa è una cosa che vogliamo risolvere”.

Isabel Marques da Silva, euronews:
“Il primo ministro italiano Letta ha detto che su 35.000 persone arrivate in Italia quest’anno, il 73% aveva i requisiti per chiedere l’asilo, la maggior parte di queste persone dovrebbero stare in Europa, magare divise tra diversi stati. Ha ricevuto promesse da parte di altri stati?

Joseph Muscat, Primo ministro maltese:
“Ritengo che questo sia un compito dell’Europa. Penso che sia un passo avanti importante. Ritengo che la Commissione stia proponendo qualcosa in questo senso, per dare sollievo. Ma ci sono altri punti piu’ controversi. E’ una questione spinosa”.

Isabel Marques da Silva, euronews:
“Lei ha detto che non è una questione di fondi, ma di fatto ora l’Italia riceverà 30 milioni di euro, abbiamo visto alcuni centri di accoglienza in condizioni terribili. Malta ha necessità di fondi? e in che modo usereste i finanziamenti?”

Joseph Muscat, Primo ministro maltese:
“Non diciamo che non ci sia bisogno di migliorare le infrastrutture. Ma difendiamo la necessità di centri di detenzione. Se qualcuno arriva nel nostro paese senza documenti, non si puo’ semplicemente lasciarlo andare. Non possiamo chiudere gli occhi sul traffico di essere umani. Cosa vorremmo dire se non ci fosse la detenzione? Che dovremmo chiudere gli occhi su un viaggio tra la Libia e Malta e poi chiudere ancora gli occhi su un altro viaggio tra Malta e l’Italia? Non lo facciamo!”

Isabel Marques da Silva, euronews:
Quindi lei è d’accordol con filosofia del nuovo sistema EUROSUR, di cui si è parlato in questo vertice, che bisogna pattugliare di piu’ in modo da tenere le imbarcazioni lontane e da non trovarsi a soccorrere gente disperata in mare? Ci dovrebbe essere un’azione coordinata per il soccorso in mare?

Joseph Muscat, Primo ministro maltese:
“Si, ma bisogna stare attenti a non mandare il messaggio sbagliato agli scafisti, mandate piu’ barche perché noi li salviamo e li facciamo entrare. Non credo che abbiamo bisogno di ripensare il nostro sistema di visti, il nostro sistema di asilo, non credo che dobbiamo agevolare maggiormente l’immigrazione legale”.