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Portogallo: parte nuova ondata di proteste contro l'austerità

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Portogallo: parte nuova ondata di proteste contro l'austerità

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Opposizioni e sindacati in piazza contro il governo, in Portogallo: è la terza ondata di manifestazioni contro l’esecutivo e le istituzioni internazionali, dopo quelle del settembre scorso e di marzo.

Le politiche decise dal governo Coelho sarebbero fallimentari, secondo i sindacati, perché avrebbero solo determinato un aumento della disoccupazione e della precarietà, senza in cambio scalfire il debito pubblico, ben oltre il 130% del PIL.

“Hanno già detto che in gennaio taglieranno la mia pensione del 10%, mi hanno aumentato l’affitto, ovviamente dobbiamo protestare”.

“Sono arrabbiata per la politica sociale di questo governo, sono contraria al taglio delle pensioni, sono contraria alla pensione miserabile che ricevono i disabili, sono qui per il diritto al lavoro per i disabili. In sintesi sono qui perché noi, i disabili, vogliamo vivere”.

Il bilancio appena varato dal Governo prevede nuovi tagli per quasi quattro miliardi di euro, pari al 2,3% del PIL portoghese, nel tentativo di ripettare i parametri imposti dalla troika e riportare il deficit vicino al 4%.
Numerosi scioperi sono previsti in novembre: dipendenti pubblici, trasporti, comunicazioni, forze dell’ordine.