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Datagate: leader Ue faticano a trovare risposta comune

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Datagate: leader Ue faticano a trovare risposta comune

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Il Datagate travolge il vertice europeo. E mentre l’Europarlamento medita ritorsioni, i leader faticano a trovare risposte comuni. Tutti d’accordo nel chiedere spiegazioni agli Stati uniti, ma sono Francia e Germania a passare all’azione.

Non ho cambiato modo comunicare. Ha detto da Bruxelles il Cancelliere tedesco Angela Merkel.

Una commissione di nove eurodeputati lunedì sarà a Washington. La Germania sarà rappresentata da una propria delegazione.

“Abbiamo stabilito che Germania e Francia non affronteranno la questione con gli americani unitariamente – ha detto la Merkel – Ogni singolo Paese si metterà in contatto con le autorità di sicurezza statunitensi”.

Il presidente francese Francois Hollande annuncia che la cybersicurezza è diventata una priorità: “Con il cancelliere Angela Merkel e con il sostegno del Consiglio europeo creeremo un quadro comune per la cooperazione con gli Stati Uniti – ha spiegato Hollande – per fare in modo che Washington non abbia più questo dispositivo di sorveglianza”.

Il Parlamento europeo ha reclamato la sospensione dell’accordo Swift per lo scambio dei dati bancari. Una soluzione che non ha trovato sostanza nel vertice dei capi di Stato e di governo:

“Il parlamento europeo ha chiesto di sospendere l’accordo SWIFT, finché non sapremo esattamente che cosa sia accaduto – ha spiegato il democratico liberale, Guy Verhofstadt – Quali dati sono stati utilizzati dai servizi segreti americani e se stanno operando nell’ambito dei nostri accordi, o al di fuori di essi”.

La Spagna ha convocato l’ambasciatore statunitense a Madrid. A difendere le intercettazioni è invece il premier britannico, David Cameron, i cui servizi segreti hanno collaborato con la National Security Agency americana.