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Sgomberati da Lione, nessuno vuole 300 profughi albanesi


Francia

Sgomberati da Lione, nessuno vuole 300 profughi albanesi

Dopo il caso di Leonarda, la ragazzina rom espulsa in Kosovo, in Francia rimane d’attualità il dibattito sull’accoglienza. Questo giovedì la polizia ha sgomberato un gruppo di 300 rifugiati provenienti dall’Albania a dal Kosovo, accampatosi accanto alla stazione di Lione. La prefettura Rodano Alpi ha disposto il loro trasferimento in un terreno requisito fuori città.

Protagonisti dell’odissea metropolitana anche 98 bambini. E presto potrebbero essere tutti esplusi.

“Abbiamo un sacco di problemi qui – dice una donna di orgini albanesi – Io, mia figlia e mio marito ci siamo ammalati. Dormiamo qui da 4 mesi.”

La Francia ospita oltre il 18% di richiedenti asilo in Europa, dietro solo alla Germania.

“Fa molto male trovarsi di fronte a questa povertà – spiega un residente di Lione – Qualsiasi altra soluzione sarebbe migliore di questa bidonville in pieno centro”.

Questo giovedì intanto, il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha annunciato la riforma del diritto d’asilo, per ridurre i tempi delle procedure da 16 a 9 mesi.

“Malattia, fame, disperazione. Questa la condizione di vita di questo gruppo di profughi nel centro di Lione – conclude la giornalista di euronews, Nora Shenouda – Con l’inverno alle porte, l’urgenza ora è trovare una sistemazione migliore per poter affrontare il freddo. Ma su di loro pende la spada di Damocle dell’espulsione che potrebbe arrivare entro l’inizio del prossimo anno”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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