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La protesta di studenti e insegnanti dà il via al caldo autunno spagnolo

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La protesta di studenti e insegnanti dà il via al caldo autunno spagnolo

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Centinaia di migliaia di giovani spagnoli – la generazione dei senza lavoro – sono scesi in piazza contro i tagli alla scuola: sei miliardi di euro in due anni.

Per la prima volta lo sciopero generale riunisce studenti, professori e tutti i sindacati dell’istruzione pubblica.

“Noi siamo qui per fermare la riforma dell’istruzione di questo governo, che è, in sostanza, tagli, tagli e tagli – dice Mario, uno studente di Giurisprudenza – Crediamo che il governo stia cercando di pagare il debito illegittimo che esso stesso ha contratto con i tagli alle politiche sociali”.

“Dobbiamo passare ad azioni più dirette, in ambito amministrativo e giudiziario – sostiene Jose Maria Carreras, un insegnate di scuola secondaria – perché in molti casi si sono create situazioni di assoluta illegalità”.

A soccorrere il governo, la banca centrale che segnala – dopo due anni – l’uscita dalla recessione.

“È una buona notizia, ma non so quale impatto avrà su di noi – spiega Angel Martin, un disoccupato residente a Madrid – Penso che non lo noteremo neppure, non ci riguarderà”.

Tra luglio e settembre e si contano quasi 73mila disoccupati in meno. Ma il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato è diminuito di 146mila unità.