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Bosnia: i fantasmi del passato riemergono dalla fossa comune di Tomasica

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Bosnia: i fantasmi del passato riemergono dalla fossa comune di Tomasica

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Gli esperti forensi continuano il lavoro di recupero dei resti umani sepolti nella fossa comune di Tomasica, una miniera di ferro nel nord-ovest della Bosnia.
L’aerea, molto vasta, nasconde i cadaveri di uomini, donne e bambini musulmani e croati di Bosnia trucidati dalle milizia serbo-bosniache nei primi mesi della guerra che insanguino’ il paese tra il 1992 e il 1995.

Suad Zeric sopravvisse ai massacri e ai campi di prigionia. Ha preso parte al lavoro di investigazione: “Sono venuto per cercare i miei 4 zii. Uno di loro è stato ritrovato. Ora dobbiamo vedere se riusciamo a trovare gli altri 3 e anche altri parenti e amici. Ringrazio Dio che ha permesso di ritrovare la fossa e di far uscire da questa collina la verità”

Identificare i resti è complicato perchè le milizie serbo-bosniache per cancellare le tracce dei massacri usarono i bulldozer e trasferirono alcuni cadaveri altrove.

“I resti sono stati ritrovati a circa 10 metri di profondità – spiega la portavoce dell’Istituto per le persone scomparse – Accanto ad alcuni cadaveri sono stati anche ritrovati alcuni documenti di identità che ci permettono di identificare tra l’altro i villaggi di provenienza delle vittime uccise nel 92 nell’aerea di Prijedor”
Finora sono state trovate ed identificate 2.082 vittime di
Prijedor, ma ancora risultano dispersi 1.274 civili non serbi
della zona.

Per i crimini perpetrati a Prijedor e nei tre campi di
concentramento della zona, Omarska, Keraterm e Trnopolje, il Tribunale internazionale dell’Aja ha condannato sei ex
funzionari serbi apene che variano tra i 40 e i 32 anni di reclusione.