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UE, sospetti sulla futura alleanza di estrema destra lanciata da Marine Le Pen

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UE, sospetti sulla futura alleanza di estrema destra lanciata da Marine Le Pen

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Una nuova alleanza di estrema destra europea. Il progetto, presentato a Strasburgo, vede uniti Fronte Nazionale francese, Fpö austriaco, e partito belga Vlaams Belang, in vista delle prossime elezioni europee.

Al centro della loro agenda politica: crisi economica, immigrazione, e disoccupazione. A livello nazionale, dalla Germania alla Grecia, questi gruppi di estrema destra sono in costante aumento di popolarità e consensi, mentre la loro rappresentanza nelle istituzioni, a partire dal Parlamento europeo, è piuttosto bassa. Rimedio: “Unirsi per farsi sentire.”

Per il Presidente del Fronte Nazionale francese, Marine Le Pen, che ha sempre detto che il suo non è un partito nè di destra nè di sinistra, il messaggio è chiaro: “ Il punto centrale è che il senso della storia gira attorno al ritorno delle nazioni, al ritorno del senso di patria. L’impero europeo come è stato costruito è un impero antidemocratico e i suoi risultati economici e sociali sono, di consenguenza, molto deboli. I nostri paesi hanno fatto molto meglio in passato, e saranno in grado di fare anche meglio in futuro, solo lavorando fianco a fianco, ma liberamente. Bisogna restituire agli stati la loro sovranità, vale a dire la libertà di decidere del proprio destino come credono”.

Con un consenso sempre più ampio, Marine Le Pen vanta amicizie politiche con la Lega Nord, i Democratici Svedesi e il Partito della Libertà olandese.

Questa nuova formazione, che ora spaventa i partiti tradizionali, è davvero credibile? Certamente concordano su molte questioni che riguardano tutti noi europei. Puntano il dito contro l’immigrazione e l’Europa, fonti di molti guai. Sono partiti nazionalisti che mettono, davanti a tutto, la difesa del proprio paese. Punti in comune ma anche divergenze. Perchè ognuno cerca, alla fine, di difendere i propri interessi.

Una cosa è certa, questi partiti ottengono consensi e voti. E questo è un punto a loro favore. Nei loro parlamenti hanno un buon numero di rappresentanti, ma sono pochi invece gli eletti a livello europeo tra gli 800 deputati

Per formare un gruppo politico, ci vogliono 25 deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri dell’Unione Europea. Loro ci riusciranno? Matematicamente è anche possibile, anche questa nuova formazione, dovrà, prima, superare molte divergenze ideologiche interne.