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Egitto: funerali copti, tanta rabbia ma desiderio di non cedere alla provocazione

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Egitto: funerali copti, tanta rabbia ma desiderio di non cedere alla provocazione

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Migliaia di cristiani copti si sono stretti intorno ai feretri delle quattro vittime dell’attentato di domenica davanti alla Chiesa della Vergine, nella capitale egiziana.
“Difenderemo la croce”, gridavano alcuni, mentre altri insistevano sulla gravità della provocazione, sul fatto che dei fedeli siano stati uccisi di fronte alla chiesa di Maria Vergine.

Due, forse tre persone sono giunte davanti alla Chiesa nella periferia settentrionale del Cairo al termine di un matrimonio e hanno sparato all’impazzata. Il tentativo sembra quello di trascinare i cristiani nella tensione:

“Voglio dire ai nemici dell’Egitto, fuori e dentro il Paese, che il popolo egiziano – i cristiani, i musulmani, l’esercito, la polizia – sarà sempre unito”, avverte un fedele.

Gli autori dell’attentato sono ancora ignoti: i sospetti ricadono su elementi deviati dei servizi, forse gente legata al vecchio regime, oppure su persone vicine al movimento dell’ex presidente Mursi, deposto dai militari: un golpe dal quale la Chiesa copta è spesso accusata di non essersi sufficientemente dissociata.