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Budapest ricorda Robert Capa, "i suoi scatti dettati dalla paura"

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Budapest ricorda Robert Capa, "i suoi scatti dettati dalla paura"

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Una vita spesa a catturare l’attimo decisivo. Cent’anni fa nasceva in Ungheria Robert Capa e Budapest ricorda con una mostra il fotoreporter di guerra più bravo di sempre.

Gli anni parigini, la Guerra civile spagnola, quella fra Cina e Giappone. Alcune immagini di Capa sono diventate i simboli della crudeltà della guerra, come quella del soldato dell’esercito repubblicano spagnolo colpito a morte da un proiettile. Scatti dettati, per sua stessa ammissione, dalla paura.

“È ovvio che tutti hanno paura, ma ciò che conta è come si possa usare a proprio vantaggio questa paura – dice Éva Fisli, curatrice della mostra allestita nella capitale ungherese – Diciamo che il punto è come giocare bene avendo brutte carte. Lui era capace di giocare bene anche se la vita gli ha dato molto brutte carte”.

Comunista ed ebreo, a 18 anni partì per Berlino ma fu costretto a scappare a causa dell’ascesa del nazismo. Arrivò a Parigi, dove nel 1947 diede vita all’agenzia fotografica Magnum, oggi una delle più prestigiose al mondo.

Capa raccontò la Seconda guerra mondiale, la nascita dello stato di Israele e, infine, il conflitto in Indocina, dove morirà prematuramente nel 1954.

“Se le tue foto non sono abbastanza buone, non eri abbastanza vicino. Un concetto che Robert Capa ripeteva sempre – conclude la corrispondente di euronews a Budapest, Andrea Hajagos – Una filosofia che gli ha dato il successo e probabilmente anche la morte, perché è morto da corrispondente di guerra calpestando una mina”.