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Lussemburgo, elezioni: Juncker ancora in sella, ma strada in salita

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Lussemburgo, elezioni: Juncker ancora in sella, ma strada in salita

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Jean-Claude Juncker spera nel quinto mandato consecutivo da premier lussemburghese, ma prima dovrà trovare nuovi alleati: il suo partito socialdemocratico si è confermato prima forza nel piccolo Paese ma ha perso più di cinque punti, appesantito dallo scandalo di spionaggio che ha costretto alle elezioni anticipate.

Improbabile una ripetizione della coalizione con i socialisti, e anche le opposizioni – liberali e verdi in primis – potrebbero rivelarsi difficili da convincere. Juncker, comunque, ci vuole provare:

“In termini generali, ho un’impressione positiva: siamo il partito più forte nel Paese e questo conta per formare il prossimo governo”.

In calo anche gli ex alleati socialisti, mentre i liberali, tra i quattro grandi partiti, sono gli unici ad aver guadagnato.
Si trovano ora in una posizione privilegiata, con poco meno del 20%, e in teoria potrebbero andare al governo con Juncker oppure coalizzarsi con socialisti e verdi.
Il leader liberale prende tempo:

“Penso che sia troppo presto per parlare di coalizioni, dei diversi tipi di coalizione. Dobbiamo ancora analizzare il risultato. Ma quel che è già chiaro adesso è che il Lussemburgo ha votato per un cambiamento e sta a noi realizzare questo cambiamento per i prossimi anni”.

L’inviato di Euronews:
“Il partito cristiano-sociale di Jean-Claude Juncker ha vinto le elezioni anticipate nel Lussemburgo, ma sono andati bene anche i piccoli partiti d’opposizione. Se saranno in grado di collaborare, potranno anche cambiare questo governo. È chiaro quindi che molto dipenderà dall’esito dei negoziati di coalizione”