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Libra, il mega-giacimento che alimenta le speranze di Brasilia

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Libra, il mega-giacimento che alimenta le speranze di Brasilia

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Libra, la sorgente di “oro nero” che sta scatenando le proteste e gli scioperi dei dipendenti di Petrobras, è situato a 230 chilometri al largo delle coste di Rio de Janeiro.

Scoperto nel 2010, per raggiungere il giacimento bisogna superare duemila metri d’acqua e successivamente cinque chilometri di uno strato di roccia, sabbia e sale noto come “Pre-Salt”.

Ma il gioco, stando alle autorità brasiliane, vale la candela: “Non stiamo privatizzando lo strato del pre-salt – afferma il ministro per l’Energia e per il Settore Minerario Edison Lobão – al contrario ci stiamo appropriando di questa immensa ricchezza che si trova al di sotto dell’oceano e del fondale. Non ne ricaveremo nulla se essa continuerà a rimanere lì”.

Secondo l’Agenzia nazionale per il petrolio del governo brasiliano, il giacimento nasconde al suo interno tra gli 8 e i 12 miliardi di barili di greggio. Numeri che, se confermati, raddoppierebbero le riserve conosciute del Paese.

Stando alle stime, in un arco di dieci anni Libra potrebbe arrivare a produrre 1 milione e 400 mila barili al giorno.

L’asta per i diritti di sfruttamento indetta per questo lunedì fa parte di un nuovo schema elaborato da Brasilia nel 2007: da un sistema di concessioni e royalty, si è passati ad uno incentrato sulla condivisione della produzione.

La proprietà del giacimento rimarrà del governo brasiliano, mentre, a prescindere dal nome del vincitore dell’asta, a Petrobras andrà il 30% del greggio prodotto.