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Che cranio questo ominide!

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Che cranio questo ominide!

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Si rimette in causa la nostra genealogia remota? Il sospetto nasce dalla mescolanza di tratti di un cranio fossile recentemente scoperto in Georgia, che indicherebbe quanto le particolarità morfologiche che differenziano molti reperti di antichi ominidi africani non siano che variazioni fra individui o fra piccole popolazioni locali. Se cosi’ fosse, Homo erectus, habilis e rudolfensis apparterebbero a un’unica specie.

E’ l’ipotesi formulata da un gruppo di antropologi del Museo Nazionale della Georgia, del Museo antropologico di Zurigo e delle Università di Tel Aviv e Harvard dopo aver esaminato un cranio umano risalente a circa 1,8 milioni di anni fa, recentemente venuto alla luce a Dmanisi, Georgia, dove sono stati scoperti anche i resti di altri quattro individui coevi.

Le caratteristiche che distinguevano Homo habilis, rudolfensis ed erectus non sarebbero indicative di specie distinte, ma solo l’espressione delle variazioni individuali di membri di un’unica specie.

DAVID LORDKIPANIDZE, DIRETTORE DEL MUSEO NAZIONALE GEORGIANO:
“ Siamo molto fortunati perchè abbiamo riscontrato la migliore evidenza dell’iniziale presenza dell’uomo e questo è il cranio meglio conservato di quel periodo. Dimostra che molte cose che prima pensavamo essere morfologiche sono solo individuali.Si notano le differenze fra queste due mandibole e la prima impressione è che potessero essere di specie diverse ma il cranio mostra che è una sola popolazione. Quindi Dmanisi è l’esempio piu’ completo mai trovato della primordiale popolazione umana”.

Sembra comunque presto per affermare che si è realizzata una effettiva semplificazione nel complesso quadro dell’albero filogenetico dell’uomo moderno. Il dibattito resta aperto.